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Cilento

Il Mattino non ha dubbi, La Cucina del Cuore la fa un ristorante cilentano

Due premi speciali assegnati al Cilento dalla Guida Mangia&Bevi de Il Mattino

Bruno Sodano
20/11/2018 12:00 PM
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Eccoci alla presentazione dell’annuale Guida de Il Mattino “Mangia&Bevi” 2019 curata dai giornalisti Luciano Pignataro e Santa Di Salvo. Una guida che ha selezionato con cura, negli anni, i migliori posti dove poter mangiare una buona cucina in Campania.

Non potevano mancare i premi speciali assegnati alle diverse categorie che verranno premiati con i fantastici piatti in ceramica vietrese dell’artigiano Enzo Santoriello.  La cerimonia di premiazione è stata fatta durante la manifestazione Gustus presso la Mostra d’Oltremare.

Il Cilento ha guadagnato due premi e sono stati assegnati rispettivamente a:

La Cucina del Cuore – La Chioccia D’Oro della famiglia Positano.  Un luogo dove ti senti a casa, capace di esprimere i veri sapori, a volte dimenticati del Cilento Un’audace e coerente modo di offrire il meglio dove sarebbe facile adagiarsi alla banalità portando a tavola da oltre 40 anni prodotti di alta qualità e ricette della tradizione

Il piatto dell’anno – Insalatina di fagiolini, zucchine, cedro, pomodori verdi ed emulsione di pistacchi di Cristian Torsiello. Un piatto semplice, fatto di orto e di passione che esprime una cultura vegetariana moderna, emblema di una dieta mediterranea passata dalla necessità alla completa consapevolezza che combina salute, gusto e ambiente.

Poi in ordine tutti gli altri premi:

Il locale dell’anno – George dell’Hotel Parkers’. La straordinaria ristrutturazione esalta al meglio uno dei luoghi più belli di Napoli ribadendo l’importanza di una eleganza raffinata che tenga conto delle novità gastronomiche. Sicuramente la più bella cucina a vista di tutta la Regione

 

La cucina di Mare – Terrazza Calabritto. Un esempio costante negli anni di fedeltà alla materia prima attraverso esecuzioni semplici ma efficaci, mai velleitarie, nel solco della tradizione di autentici sapori della gastronomia napoletana.

Il cuoco dell’anno – Luciano Villani di Aquapetra a Telese. Lontano da ogni esibizionismo mediatico, serietà professionale, continua attenzione al benessere del cliente. Questa è la cifra dello stellato di Telese che esprime una cucina pulita, di territorio, con materia prima di qualità non omologata nel solco di una tradizione sempre garbatamente rivisitata.

Lo chef emergente – Francesco Fusco Moera Del percorso dalla terra alla tavola questo giovane chef ha fatto un modello di vita, che si manifesta in tutti i suoi piatti. Un limpido esempio di integrazione tra orto e cucina, culminata nella produzione artigianale del pregiato pesto di aglio orsino.

La novità dell’anno – Masseria Guida. Una tenuta modello nata dalla passione di una famiglia di imprenditori per il suo territorio. Ristorante gourmet, trattoria di tradizione, maneggio, spa, una vigna e un piccolo relais. Un’oasi serena e inaspettata in un contesto di eccezionale valore archeologico che non aveva finora espresso una ospitalità d’élite.

Premio alla Carriera – Tonino Mellino di Quattro Passi. Il paradiso si costruisce a piccoli passi, ma con le scarpe buone si conquista il mondo. Antonio Mellino ce l’ha fatta restando con il cuore sempre a Nerano, nel suo relais che diventa più bello a ogni stagione, a misura della miglior clientela internazionale. Sempre con un sorriso, sempre con una professionalità straordinaria.

L’accoglienza più bella – Buco di Sorrento. Se i sorrentini sono maestri dell’accoglienza, Peppe Aversa è il più sorrentino di tutti. Il suo Buco è un classico che non delude mai, anzi riesce ogni volta a sorprendere per intelligenza, conoscenza e sapienza del vivere. Aversa vince puntando su un team che ha la stessa fisionomia dei suoi piatti: eleganza e semplicità.

Il pizzaiolo dell’anno – Diego Vitagliano. Espressione della nuova generazione di pizzaioli, attenta ai contenuti, veloce sui social, pignola sull’uso delle materie prime. Nonostante la sua giovane età Diego Vitagliano si è ben presto imposto come modello da seguire perché capace di adeguare la tradizione napoletana alla modernità

La pizzeria dell’anno – Fratelli Salvo. Il nuovo locale aperto nel cuore di Napoli ribalta i canoni tradizionali della pizzeria adeguando alla modernità e alle nuove esigenze della clientela l’arte del pizzaiolo napoletano riconosciuta patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

La pizza più originale – La pizza fritta di Isabella De Cham. Isabella è la regiona del Rione Sanità rimasta fedele a se stessa e al suo quartiere. Un sapore tipico napoletano in una pizza fritta: baccalà con pomodorini capperi e olive dentro un pasta leggera come una piuma, ben lievitata e ben fritta. Una pizza di nuova generazione che si aggancia al passato.

La trattoria dell’anno – Da Umberto. Un locale centenario in cui l’alternarsi delle generazioni ha mantenuto atmosfere e ricordi, cucina e passione come se il tempo non fosse passato. Oltre che magnifica pizzeria, Umberto è “trattoria” nel più nobile significato: perché, oltre alla professionalità, ha saputo conservare il cuore.

La cantina dell’anno – L’Ebbrezza di Noé, Napoli Storico riferimento per chi ama il vino a Napoli. Un locale dove la cultura enologica è valorizzata al massimo dalla competenza e dalla passione del servizio che offre un ventaglio di proposte complete e ricche di curiosità per tutte le tasche e tutti i gusti.

Il maitre dell’anno – Bonny Ferrara del Faro di Capo d’Orso, Maiori. Erede di una tradizione familiare in sala e in cucina, ha saputo rinnovare con impegno, competenza e passione il proprio ruolo dimostrando sicurezza al lavoro e grande equilibrio anche nella giusta gestione dei social.

Il sommelier dell’anno – Mario Vitiello del Comandante dell’Hotel Romeo, Napoli. Esperienza e competenza consentono di gestire una delle più importanti cantine del Sud con passione e precisione. L’entusiasmo della giovane età si traduce in un impegno pignolo, professionale e preciso per ogni tavolo, senza alcuna distinzione per alcuno

Il miglior produttore di vino – Raffaele Moccia, Agnanum di Napoli. Esempio di resistenza della cultura rurale in una metropoli antica dove spesso i verde ha dovuto cedere alla bruttura della speculazione. In questo contesto Raffaele Moccia produce vini raffinati, eleganti e di assoluto valore grazie ad una viticoltura appassionata e di precisione.

Il produttore d’olio – Maria Provenza, La Torretta di Battipaglia. Un impegno costante nel tempo sia in azienda che sul piano associativo, sempre a sostegno della cultura dell’olio iniziato in tempi non sospetti e confermato ogni anno da una qualità sempre eccellente.

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