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Appalti pilotati: sette rinvii a giudizio: coinvolti anche politici del Cilento

Appalti pilotati: sette rinvii a giudizio: coinvolti anche politici del Cilento

Si ipotizzano appalti pilotati

Si ipotizzano appalti pilotati

Presunti appalti pilotati, sette rinvii a giudizio e due abbreviati condizionati. E’ questa, secondo quanto riferisce Il Mattino in edicola oggi, la decisione del gup del Tribunale di Salerno Emiliana Ascoli che per lo scandalo che vede tra gli illustri protagonisti il direttore commerciale della Sele Ambiente di Battipaglia Morgan Meluzio e che coinvolge i Comuni di Battipaglia, Vallo della Lucania e Ogliastro Cilento ha rinviato a giudizio Antonio e Morgan Meluzio, entrambi comproprietari della Sele Ambiente; il direttore tecnico della Sele Ambiente Francesco Toriello; il funzionario del Comune di Battipaglia Osvaldo Amoroso; il dirigente del settore tecnico del Comune di Battipaglia Giancarlo D’Aco; l’ex vicesindaco del Comune di Vallo della Lucania Marcello Ametrano e il consigliere comunale di Ogliastro Cilento Luigi Tamasco.

I sette sono tutti assistiti dagli avvocati Orazio Tedesco, Paolo Carbone e Pietro Lisi. Il processo prenderà il via il prossimo 12 ottobre. Accolta la richiesta di abbreviato condizionato a carico del sindaco di Vallo della Lucania Antonio Aloia e del dipendente del Comune cilentano Daniele De Bellis che torneranno davanti al Gup il prossimo 12 luglio.

I filoni d’inchiesta sono tre, tutti riguardanti tutti l’ipotesi di reato di turbata libertà d’incanto: il primo si concentra sulla gara di affidamento del servizio di recupero dei rifiuti biodegradabili conferiti presso il sito di stoccaggio di Battipaglia; il secondo sulla gara d’appalto concernente l’affidamento dei lavori di bonifica, messa in sicurezza e ripristino dell’ex discarica comunale di Vallo della Lucania e, il terzo, sulla gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti presso il Comune di Ogliastro Cilento.

Al centro dell’inchiesta la presunta collusione con i funzionari del Comune di Battipaglia. Stando alle indagini i Meluzio, pur di estromettere gli altri concorrenti presentavano un’offerta economicamente bassa e non renumerativa consapevoli che successivamente, all’aggiudicazione dell’appalto, i prezzi sarebbero stati rivisti con un aumento a loro favore.

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