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Litorale invaso dalle alghe, i turisti lo ripuliscono

I bagnanti, armati di pale, rastrelli e carriole hanno eliminato parte della posidonia che invadeva il litorale

AGROPOLI. Il litorale è invaso dalle alghe, i bagnanti si rimboccano le maniche e lo ripuliscono. E’ accaduto ieri mattina presso la spiaggia della Marina, un tratto di costa adiacente al porto turistico di Agropoli. Negli ultimi giorni, infatti, le onde e la corrente avevano depositato a riva diversi cumuli di posidonia. Benché questa pianta marina rappresenti un indicatore dell’ottima qualità delle acque, non tutti sono disposti a superare la barriera creatasi sul bagnasciuga per fare un tuffo a mare. Così alcuni turisti e residenti hanno deciso di passare all’azione munendosi di pale, rastrello e carriole per ripulire un tratto libero di spiaggia dalle alghe, creando una sorta di corridoio per accedere in acqua. «Sul tratto di spiaggia libera – sottolinea un bagnante proveniente dall’interland napoletano – durante tutta l’estate non si è visto nessuno inviato dal comune per effettuare operazioni di pulizia». «Negli ultimi giorni – ha aggiunto – a riva e nel primo metro di mare erano presenti dei cumuli di posidonia che alcuni avevano la fobia di superare e così abbiamo deciso di rimuoverli noi». Non è la prima volta che ad Agropoli i bagnanti sono costretti a ripulire la spiaggia della Marina dalle alghe. In questo tratto di litorale, infatti, l’accumulo di posidonia spiaggiata si ripete periodicamente. Durante la stagione invernale, in particolare, le mareggiate portano sulla riva grosse quantità di questa pianta marina tanto che il comune non è riuscito negli anni a smaltirla. E’ stato quindi necessario depositarla in un angolo della spiaggetta, a ridosso della rupe su cui si erge il centro storico della città. Il continuo accumulo ha però prodotto una vera e propria montagna di alghe che secondo molti va a deturpare uno degli scorci simbolo del territorio agropolese. Rimuoverla avrebbe costi spropositati, così come smaltirla. Di recente era stata avanzata l’ipotesi di creare in località Mattine un sito di stoccaggio per la posidonia spiaggiata che sarebbe poi stata trasportata in un impianto a biomasse. Anche in questo caso, però, l’iter burocratico e i costi hanno frenato l’ipotesi.

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