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Teatro esperienziale a Salerno: al via lo stage su HamletMachine di Müller

Scena Teatro presenta lo stage intensivo su HamletMachine di Heiner Müller a Salerno. 12 giorni di formazione al Complesso di San Michele

Di:
Costabile Pio Russomando
Pubblicato il: 17/08/2026
Aggiornato il: 17/08/2026
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Teatro esperienziale a Salerno: al via lo stage su HamletMachine di Müller

Il Complesso Monumentale di San Michele a Salerno si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi del panorama teatrale campano: lo stage intensivo di teatro esperienziale promosso dalla direzione artistica di Scena Teatro. A partire da settembre 2026, l’iniziativa offrirà un percorso formativo di 12 giorni e 54 ore complessive di lezione focalizzate su “HamletMachine – La Macchina di Amleto più folle che c’è”, capolavoro dell’autore tedesco Heiner Müller. Prodotto in collaborazione con la Fondazione Carisal, il laboratorio intende esplorare i confini tra corpo, voce e drammaturgia contemporanea all’interno della suggestiva Sala degli Affreschi del centro storico salernitano.

Un percorso formativo tra ricerca corporea e denuncia sociale

Il laboratorio intensivo è in programma nei giorni 1, 2, 3, 7, 8, 9, 14, 15, 16, 23, 24 e 26 settembre 2026, dalle ore 14:00 alle 18:30. L’obiettivo didattico è sviscerare la complessa struttura di Müller, scritta nel 1977 e considerata una delle opere simbolo del teatro postmoderno. Il lavoro sarà guidato dal regista e attore Antonello De Rosa, fondatore di Scena Teatro ed esperto di teatro terapia, con la direzione organizzativa di Pasquale Petrosino.

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La drammaturgia contemporanea del progetto punta a mettere in discussione il concetto classico di rappresentazione, lavorando sulla paralisi dell’intellettuale e sul fallimento delle utopie moderne attraverso un’esperienza immersiva a forte impatto fisico ed emotivo.

Le parole della direzione artistica ed organizzativa

«Lo stage è dedicato alla figura di Heiner Muller uno dei più discussi autori tedeschi del dopoguerra. Hamletmachine è la sintesi della sua visione estetica: il percorso didattico e teatrale verterà sul tema della follia e dell’essere umano che non si riconosce più nelle cose che fa» spiega Antonello De Rosa. «La follia diventa pretesto per affermare la verità, spesso scomoda. È un gioco che ci porta a dire la verità, partendo da un testo di denuncia, in cui la Storia espropria i personaggi dalla loro forma classica. È il fallimento delle utopie, la paralisi dell’intellettuale».

De Rosa prosegue analizzando la profonda attualità del testo: «Nessuno riesce più a dire la verità. Amleto è straordinario perché mette davanti alla verità sia lo spettatore sia il personaggio. È un gioco introspettivo, profondo. Lo stage intensivo si svilupperà in oltre 50 ore, in cui si cercherà di sviscerare questo testo breve, ma molto conciso e ricco di messaggi chiari. È quasi un vomitare la realtà, la veridicità, l’autenticità. Non identificarsi più in questo mondo di finti e di finzioni. L’Hamletmachine segue la linea dell’Amleto di Shakespeare: in una lotta continua, il tradimento della famiglia trova una corrispondenza nel tradimento della società di Heiner Muller, che non rispetta più le regole, ma diventa un tritacarne. Come si suol dire, si salvi chi può».

Sulle modalità operative e sull’importanza della sede interviene il direttore organizzativo Pasquale Petrosino: «Dodici giorni per entrare nella “macchina più folle che c’è”. Per sputare il testo. Per farlo a pezzi. Per ricostruirlo. Niente recite, qui si lavora. È uno stage ambizioso, in cui linguaggi e generi si contaminano: il risultato sarà un’ibridazione radicale, per testare forms d’espressione artistica multiple e aperte. La trama originaria di Hamletmachine, infatti, non è convenzionale, ma si struttura in sequenze di monologhi. Lo script è estremamente denso e aperto ad interpretazioni variegate».

Petrosino sottolinea infine il valore artistico del luogo: «Grande novità di quest’anno sarà la location: l’ex Convento di San Michele, edificio storico che affonda le sue radici intorno all’anno mille, nel cuore del centro storico di Salerno nei pressi delle mura della Cattedrale, con la sua meravigliosa sala degli affreschi farà da amplificatore comunicativo allo stage, divenendo uno spazio dinamico e vivo, in un dialogo tra storia e contemporaneità, tra universo narrativo e la forza potente del teatro, che anima i luoghi di una nuova energia vibrante. Ringraziamo ancora una volta la Fondazione Carisal e il Presidente Domenico Credendino per aver creduto in questa esperienza immersiva, tra didattica e nuove visioni».

Scena Teatro e la valorizzazione del territorio

Fondata nel 2003 e guidata da Antonello De Rosa (classe 1973, con 37 anni di carriera teatrale, Premio Camilleri e Ambasciatore del teatro Sociale nel mondo), l’associazione Scena Teatro costituisce un punto di riferimento per il teatro di ricerca in Campania e a livello nazionale. Negli anni ha promosso la formazione dei giovani attraverso la decodificazione dei linguaggi scenici. Insieme alle tecniche recitative, l’offerta didattica comprende corsi di dizione, canto e danze popolari, musical, movimento scenico e doppiaggio cinematografico.

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