Il cambiamento climatico non riguarda solo un futuro lontano o teorie astratte, ma sta già ridefinendo la frequenza e la violenza delle precipitazioni nei nostri territori. Le proiezioni elaborate sulla base del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) del Ministero dell’Ambiente e recepite dalle schede del Por Campania tracciano un quadro chiaro per la provincia di Salerno verso il 2050: meno giornate di pioggia complessive, ma un aumento netto della violenza dei singoli eventi meteo.
Dal modello mediterraneo a quello tropicale: come cambiano le precipitazioni
L’atmosfera accumula sempre più calore, trasformando l’afa estiva in un serbatoio di energia pronta a scaricarsi sul territorio attraverso eventi brevi e devastanti. Gli esperti dividono la pioggia in tre categorie: la precipitazione leggera e prolungata (fondamentale per le falde e l’agricoltura), quella intensa e diffusa su ampie zone, e la pioggia concentrata, comunemente definita “bomba d’acqua”.
Le stime mostrano una riduzione media di circa 16 millimetri di pioggia totale annua per i comuni salernitani, segnando l’addio alle classiche piogge prolungate a favore di periodi di secca interrotti da rovesci estremi. Quando l’acqua cade con violenza su un suolo indurito dalla siccità, non riesce a penetrare nel terreno. Scorrendo in superficie, trascina con sé fango e detriti, travolgendo i corsi d’acqua e mandando in tilt le reti fognarie urbane.
Escalation del rischio: la mappa della vulnerabilità nel Salernitano
I modelli statistici proiettano una trasformazione significativa entro il 2050. Il livello di rischio legato alle piogge concentrate aumenterà in 12 dei 25 comuni analizzati. Secondo gli scenari regionali e ministeriali, la ripartizione del pericolo vedrà 8 comuni in fascia alta, 15 in fascia media e 2 in fascia bassa.
| Comune | Intensità media (aumento mm) | Piogge intense (giorni/anno) | Picco in 24 ore (aumento mm) | Eventi concentrati (pericolo) |
| Agropoli | +0,4 | 2,3 → 2,7 | +1,9 | Basso → Medio |
| Angri | +0,3 | 4 → 3,9 | +2,6 | Alto → Alto |
| Baronissi | +0,2 | 2,9 → 2,3 | +1,6 | Medio → Medio |
| Battipaglia | +0,3 | 2,1 → 2,1 | +1,6 | Basso → Medio |
| Bellizzi | +0,3 | 2,1 → 2,1 | +1,6 | Medio → Medio |
| Campagna | +0,1 | 2,2 → 0,5 | +1,3 | Basso → Basso |
| Capaccio Paestum | +0,3 | 2,1 → 2,1 | +1,4 | Basso → Medio |
| Castel San Giorgio | +0,3 | 3,2 → 3 | +2,3 | Medio → Alto |
| Cava de’ Tirreni | +0,3 | 3,1 → 2,8 | +2,0 | Medio → Medio |
| Eboli | +0,3 | 2,1 → 1,9 | +1,4 | Basso → Medio |
| Fisciano | +0,2 | 2,7 → 2,2 | +1,6 | Medio → Medio |
| Giffoni Valle Piana | +0,1 | 2,4 → 1 | +1,0 | Basso → Basso |
| Mercato San Severino | +0,2 | 2,9 → 2,4 | +1,7 | Medio → Medio |
| Montecorvino Pugliano | +0,2 | 2,1 → 1,2 | +1,3 | Basso → Medio |
| Montecorvino Rovella | +0,2 | 2,3 → 1 | +1,1 | Basso → Medio |
| Nocera Inferiore | +0,3 | 3,3 → 3,1 | +2,4 | Medio → Alto |
| Nocera Superiore | +0,3 | 3,3 → 3,1 | +2,4 | Medio → Alto |
| Pagani | +0,3 | 3,4 → 3,2 | +2,4 | Medio → Alto |
| Pellezzano | +0,2 | 3 → 2,4 | +1,6 | Medio → Medio |
| Pontecagnano Faiano | +0,3 | 2,1 → 1,9 | +1,7 | Medio → Medio |
| Sala Consilina | +0,2 | 3,6 → 3,6 | +1,7 | Basso → Medio |
| Salerno | +0,2 | 2,3 → 1,8 | +1,7 | Medio → Medio |
| San Valentino Torio | +0,3 | 3,7 → 3,5 | +2,5 | Alto → Alto |
| Sarno | +0,3 | 3,5 → 3,3 | +2,3 | Medio → Alto |
| Scafati | +0,4 | 4 → 4,3 | +3,1 | Alto → Alto |
L’Agro nocerino-sarnese rappresenta l’area più esposta, concentrando tutti gli 8 comuni che si troveranno nella fascia di rischio alto. A città già in fascia alta come Angri, San Valentino Torio e Scafati, si aggiungeranno Castel San Giorgio, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani e Sarno.
Nella Piana del Sele, centri come Battipaglia, Capaccio ed Eboli saliranno al livello medio, affiancandosi a Bellizzi e Pontecagnano. Nei Picentini, Montecorvino Pugliano e Montecorvino Rovella passeranno a rischio medio, mentre Giffoni Valle Piana e Campagna manterranno la classe di rischio bassa. Anche Agropoli e Sala Consilina vedranno un incremento del pericolo, passando da basso a medio.
La situazione a Salerno capoluogo
Nel capoluogo di provincia, la frequenza dei giorni con piogge intense diminuirà (da 2,3 a 1,8 giorni all’anno), ma l’intensità media subirà un incremento, passando da 8,0 a 8,2 mm. Parallelamente, il valore del picco massimo di precipitazione nelle 24 ore crescerà di 1,7 mm, arrivando a 27,2 mm.
Salerno manterrà una valutazione di rischio medio. Tuttavia, con il 23% del territorio comunale ufficialmente classificato a rischio frana e la presenza di Rilievi collinari che sovrastano il centro urbano, l’assenza di interventi strutturali e di manutenzione costante rischia di accentuare le criticità legate all’ostruzione dei canali e delle reti fognarie durante i fenomeni meteo più violenti.
Per arginare questi scenari, le strategie indicate dagli studiosi richiedono interventi immediati di cura del territorio, manutenzione del reticolo idrografico e un piano straordinario di adeguamento delle infrastrutture urbane.
