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Sgombero silenzioso ad Agropoli: trasferiti i migranti del centro di accoglienza in località Moio

Svolta ad Agropoli: svuotato il centro di accoglienza in località Moio. Dopo mesi di polemiche e battaglie legali, i migranti sono stati trasferiti. I dettagli

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 27/03/2026
Aggiornato il: 28/03/2026
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Da alcuni giorni, la struttura che ospitava diversi cittadini stranieri in località Moio di Agropoli, è ufficialmente vuota. Gli immigrati sono stati trasferiti in altre sedi, un’operazione confermata dalla Prefettura, ma sulle cui modalità e destinazioni finali vige ancora il massimo riserbo.

Le procedure di spostamento si sono svolte in tempi rapidi e, pare, senza alcuna comunicazione ufficiale preventiva alle autorità locali, tanto che a notare l’assenza degli ospiti sono stati gli stessi residenti della zona, abituati a vedere quotidianamente i migranti percorrere a piedi il tragitto verso la parte alta di via Moio.

Un clima di tensioni e contestazioni amministrative

L’apertura del centro non era passata inosservata, innescando nei mesi scorsi accese polemiche da parte della cittadinanza. Molti residenti avevano espresso preoccupazione per la sicurezza urbana e la tenuta della pubblica quiete.

Dal canto loro, i proprietari dell’immobile avevano sempre difeso l’operato del centro, ribadendo che gli ospiti fossero presenti sul territorio nazionale da tempo e non avessero mai dato adito a problemi di ordine pubblico.
Tuttavia, la vicenda ha presentato criticità non solo sociali, ma anche di natura burocratica: l’utilizzo dell’immobile era stato oggetto di un contenzioso con gli uffici comunali, culminato inizialmente in una sospensione della licenza, poi successivamente riabilitata dal tribunale amministrativo regionale.

L’epilogo di una vicenda controversa

Nonostante la riabilitazione giudiziaria, sul centro erano tuttora in corso ulteriori approfondimenti tecnici e amministrativi. Il trasferimento improvviso dei migranti mette, per il momento, la parola fine a una questione che ha diviso l’opinione pubblica locale.

Resta da capire se la decisione sia legata all’esito dei controlli in corso o se faccia parte di una più ampia riorganizzazione dei flussi gestita dalla Prefettura. Ciò che è certo è che il silenzio delle istituzioni sull’operazione ha alimentato nuove domande in una comunità che ha vissuto con apprensione la presenza della struttura sin dal primo giorno.

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