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Agropoli, truffa crediti d’imposta e blockchain: scattano 8 misure cautelari

Operazione GdF confermata dalla Cassazione: 8 indagati per associazione a delinquere, riciclaggio e crediti inesistenti su falsi investimenti nel Mezzogiorno

Di:
Comunicato Stampa
Pubblicato il: 05/12/2025
Aggiornato il: 05/12/2025
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Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato attuazione ad una misura cautelare personale nei confronti di 8 indagati per associazione per delinquere dedita alla commissione di reati tributari concernenti l’indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti, il riciclaggio, l’autoriciclaggio, oltre che l’intestazione fittizia di beni, per di tre di loro è contestata anche l’aggravante di avere commesso il fatto nell’esercizio delle attività di consulenza fiscale.

La misura cautelare personale, già disposta dal Tribunale di Salerno – Sezione Riesame, è divenuta esecutiva a seguito della pronuncia della Corte di Cassazione, che ha rigettato i ricorsi presentati dagli indagati. In particolare nel giugno scorso, furono disposti gli arresti in carcere nei confronti di Concordio Malandrino, imprenditore cilentano da anni residente a Dubai in attesa di estradizione; gli arresti domiciliari per altri 4 indagati, Francesco Conte, Antonio De Filippo, Damiano La Torraca e Angelo Raffaele Alfieri, nonché l’obbligo di dimora nel Comune di residenza per altre tre persone, ovvero Francesca Finizola, Giuseppe Perruolo e Gaetano Perrone.

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Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno ha individuato in tre soggetti, di cui un latitante ovvero Malandrino e un avvocato, i promotori di una struttura organizzata in grado di predisporre e fornire, ad un numero indeterminato di imprese, tutta la documentazione necessaria per poter beneficiare di crediti d’imposta inesistenti connessi agli investimenti nel Mezzogiorno, mediante l’acquisto di software basati sulla cosiddetta tecnologia blockchain, con la quale facevano fittiziamente apparire che l’impresa aveva effettuato l’investimento, così creando crediti d’imposta inesistenti che venivano indebitamente compensati dai soggetti economici che si rivolgevano al sodalizio.

“Si evidenzia che il richiamato provvedimento cautelare è stato emesso sulla base degli elementi probatori acquisiti nella fase delle indagini preliminari, che si sono concluse con la notifica, in occasione dell’esecuzione delle predette ordinanze cautelari, anche dell’avviso della conclusione delle indagini ex art. 415 bis c.p.p., emesso da questa Procura nei confronti di complessivi 26 indagati, coinvolti nelle indagini, a cui sono state contestati, a vario titolo, le fattispecie penali sopra indicate”, fanno sapere dalla Procura.

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