Il 22 e il 23 marzo gli elettori saranno chiamati a votare sul Referendum dedicato alla giustizia, che propone due interventi centrali: la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante e lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura.
Dibattito acceso sul SI e il NO: le ragioni
Un appuntamento che sta alimentando un dibattito acceso tra i sostenitori del Sì e quelli del No. Per i promotori del Sì, la consultazione ha una natura strettamente tecnica. Il presidente della Camera Penale di Vallo della Lucania, avvocato Agostino Bellucci, invita a eliminare ogni lettura politica del voto e sottolinea la necessità di ridefinire con precisione i ruoli all’interno della giurisdizione.
Secondo Bellucci, la separazione delle carriere è un passaggio essenziale: chi giudica deve essere completamente estraneo rispetto a chi accusa e a chi difende, così da rafforzare l’imparzialità del sistema. Di segno opposto la posizione del fronte del No, che vede nel referendum un potenziale pericolo per l’autonomia della magistratura.
La preoccupazione dell’avvocato Maldonato
L’avvocato Franco Maldonato esprime la preoccupazione che le modifiche proposte possano aumentare l’influenza della politica, consentendo un controllo più diretto sia sui pubblici ministeri sia sui giudici. Secondo Maldonato, la riforma rischierebbe di alterare gli equilibri istituzionali che garantiscono l’indipendenza del potere giudiziario.