Il nuovo report di Legambiente, Mal’Aria di città 2026, dipinge un quadro complesso per la Campania, definendo i cittadini come veri e propri “malati di smog”. Sebbene le situazioni più critiche si registrino nel casertano e nell’area metropolitana di Napoli, la provincia di Salerno presenta chiaroscuri significativi che richiedono un’attenzione immediata in vista delle nuove direttive europee previste per il 2030.
L’analisi, basata sui dati ARPAC del 2025, mette a confronto la situazione attuale con i futuri limiti di legge, evidenziando come la qualità dell’aria non possa più essere gestita come un’emergenza meteorologica, ma debba diventare il fulcro di scelte politiche strutturali.
Salerno città e l’obiettivo 2030
Per quanto riguarda il PM2.5 (le polveri più sottili e pericolose per la salute), il capoluogo salernitano mostra una distanza marcata dagli obiettivi europei. Sebbene non raggiunga i livelli d’allarme di San Vitaliano o Casoria, Salerno dovrà affrontare una sfida importante: per rientrare nel target del 2030 (fissato a 10 µg/m³), la città dovrà ridurre le proprie concentrazioni del 27%.
Sul fronte del biossido di azoto (NO2), la situazione appare sotto controllo rispetto ai limiti attuali, ma l’asticella si alzerà drasticamente tra meno di cinque anni. Salerno, come molti altri centri campani, è chiamata a ripensare la propria mobilità urbana per evitare di trovarsi impreparata all’appuntamento con la normativa comunitaria.
L’eccezione positiva di Polla e Ottati
In un contesto regionale dove il 74% dei comuni supera le medie annuali di PM10 previste per il 2030, la provincia di Salerno offre alcuni dei rari esempi virtuosi. Polla si distingue infatti tra le sole sei città campane che già oggi rientrano nei futuri limiti per il PM10.
Ancora più rilevante è il dato di Ottati, che si conferma l’unica città tra le 22 monitorate in tutta la regione a rispettare già oggi il target 2030 per il PM2.5, con una media di 7,83 µg/m³. Questi dati dimostrano che, laddove la densità urbana e le politiche territoriali convergono, è possibile garantire un’aria più salubre.
Le proposte per un cambio di passo
Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania, ha sottolineato l’esigenza di un “cambio di passo” che non risparmia il territorio salernitano. Per invertire la rotta, l’associazione propone interventi che toccano diversi settori:
- Mobilità sostenibile: potenziamento del trasporto pubblico e incentivi per il bike sharing e il car sharing, fondamentali per decongestionare le aree urbane.
- Riqualificazione energetica: interventi sugli edifici e sostituzione dei sistemi di riscaldamento più inquinanti.
- Logistica pulita: regolamentazione dell’ultimo miglio con mezzi a zero emissioni, specialmente nei centri storici.
- Monitoraggio: potenziamento della rete di rilevamento ARPAC per garantire dati sempre più trasparenti e capillari.
La sfida per la provincia di Salerno è ora quella di trasformare questi dati in azioni concrete, passando da una gestione passiva del fenomeno a una pianificazione urbana che metta al centro la salute dei cittadini.
