Il Comune di Ogliastro Cilento finisce al centro di una dura contestazione politica a seguito dell’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028. Secondo l’associazione e gruppo consiliare “Ogliastro Futura”, il documento contabile non rifletterebbe la reale situazione finanziaria dell’ente, omettendo un debito di circa 500.000 euro già riconosciuto da una sentenza.
Un debito nato negli anni ottanta
La vicenda affonda le radici in un contenzioso storico legato alla fornitura idrica. Negli anni ’80, il Comune non avrebbe onorato i pagamenti dovuti al Consorzio Acquedotti del Calore Lucano. Quello che inizialmente era un debito di circa 130.000 euro è lievitato nel corso dei decenni a causa di rinvii, opposizioni legali e interessi, raggiungendo la cifra attuale di mezzo milione di euro.
Il consigliere comunale Antonio Abate sottolinea come la somma sia oggi esigibile, ma che l’amministrazione abbia scelto di non inserire tale voce nel bilancio triennale, nonostante le precedenti segnalazioni effettuate durante il rendiconto 2024 e le variazioni di bilancio del 2025.
Il rischio per i servizi ai cittadini
La mancata contabilizzazione del debito preoccupa le opposizioni non solo per una questione di trasparenza, ma per le ricadute pratiche sulla comunità. “Spostare il problema nel tempo significa scaricarlo sulle future generazioni”, dichiara Abate. Un buco finanziario di questa portata potrebbe tradursi in una riduzione dei servizi essenziali, in una minore capacità di investimento per le opere pubbliche o, nello scenario peggiore, in un aumento della pressione fiscale locale.
Verifica degli atti e passi successivi
La battaglia di Ogliastro Futura non si ferma al dibattito politico in aula. Le criticità sollevate sono state formalizzate negli atti ufficiali del Consiglio comunale e seguiranno ora l’iter di verifica presso gli organismi competenti.
Secondo l’opposizione, la scelta di non affrontare il problema rappresenta una mancanza di responsabilità amministrativa: i debiti non scompaiono se ignorati, ma continuano a generare costi che peseranno inevitabilmente sulle casse comunali e sulle tasche dei residenti.
