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Mobilitazione nel Cilento: nuovo presidio a Paestum contro la presenza di militari e riservisti israeliani

Mercoledì 8 aprile nuovo presidio a Paestum organizzato dai comitati pro-Palestina contro l'ospitalità a militari e riservisti israeliani nell'Hotel Ariston

Di: Redazione Infocilento
Pubblicato il: 06/04/2026
Aggiornato il: 06/04/2026
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Il territorio cilentano si mobilita nuovamente per ribadire la propria posizione rispetto ai conflitti internazionali e alla tutela dei diritti umani. Per la giornata di mercoledì 8 aprile, alle ore 17, è stato indetto un nuovo presidio di fronte all’ingresso dell’Hotel Ariston di Paestum. L’iniziativa è promossa dalle associazioni Comitato Cilento-Palestina e Donne in Nero Cilento, in collaborazione con il Global Movement to Gaza Campania, a seguito del flash mob già svoltosi lo scorso 3 aprile.

Al centro della protesta vi è la ferma opposizione alla scelta della struttura ricettiva di ospitare turisti e riservisti israeliani, considerati dalle organizzazioni potenzialmente complici di violazioni del diritto internazionale e crimini di guerra. La mobilitazione mira a sottolineare come il suolo locale non debba trasformarsi in un luogo di accoglienza per chi è coinvolto nelle dinamiche belliche e nelle politiche di occupazione dei territori palestinesi.

Il caso dell’ex generale Ofer Winter e le reazioni istituzionali

La tensione è aumentata in seguito alla notizia della possibile partecipazione di Ofer Winter, ex generale di brigata dell’IDF e attuale riservista, a una conferenza organizzata all’interno di un pacchetto-vacanza per cittadini israeliani. Winter, figura di spicco della destra nazional-religiosa e indagato per crimini di guerra a Gaza, ha suscitato una reazione immediata non solo dalle associazioni, ma anche dalle istituzioni locali.

In particolare, il Comune di San Giovanni a Piro ha assunto una posizione ufficiale netta, dichiarando formalmente il militare “persona non gradita”. La presenza di figure legate a operazioni militari contestate a livello internazionale è percepita come una ferita alla vocazione di pace e accoglienza che storicamente caratterizza la provincia di Salerno.

Le ragioni del dissenso e l’appello per un turismo etico

I portavoce dei comitati organizzatori hanno chiarito che la natura della protesta non è legata a una discriminazione su base nazionale, bensì a una questione di etica e responsabilità individuale. Il fine è impedire che il Cilento diventi uno spazio di propaganda per chi nega i principi di giustizia universale.

Secondo quanto dichiarato dai promotori:

«La protesta non è indirizzata a una specifica identità nazionale, perché la responsabilità è di tutti gli individui complici di crimini di guerra e violazioni dei diritti umani. Non accettiamo che il nostro territorio diventi teatro di propaganda per chi nega i principi di pace e giustizia. Non intendiamo offrire accoglienza e servizi ai fautori, sostenitori e complici dell’incessante, inaudito, feroce massacro del popolo palestinese e dell’occupazione illegale delle loro terre. Non a chi sostiene un governo razzista che si appresta ad applicare la pena di morte “selettiva” per i palestinesi: non pensino che, acquistando un pacchetto vacanza in Cilento, abbiano comprato il nostro silenzio, perché la nostra dignità non è in vendita».

Le associazioni puntano il dito anche contro l’inerzia della politica internazionale:

«I nostri Governi e l’Europa intera, in questi anni, hanno chiuso gli occhi di fronte alle violazioni dei diritti umani compiute da Israele, in contrasto con la nostra Costituzione, con gli accordi comunitari e con i pronunciamenti della Corte penale di Giustizia. Come cittadine e cittadini ci ribelliamo all’indifferenza e diciamo NO, non accogliamo criminali di guerra e i loro complici. Il Cilento vive anche di turismo, ma crediamo in un turismo etico».

Trasparenza e adesione ai principi internazionali

La manifestazione di mercoledì non rappresenta solo un atto di protesta, ma anche un invito alla trasparenza rivolto alle strutture ricettive e alle autorità locali. I manifestanti hanno espresso la loro adesione ai principi del movimento BDS e alla campagna “NO Room For Genocide”, sostenendo che:

«La Pace e il rispetto per la nostra comune umanità e per i diritti umani universali, compresi i diritti dei palestinesi, non sono negoziabili».

L’appuntamento di Paestum chiama a raccolta l’intera cittadinanza per confermare l’immagine del Cilento come terra di pace, dove il rispetto del diritto internazionale costituisce un requisito imprescindibile per l’ospitalità.

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