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L’enigma del comando dei vigili ad Agropoli: il ritorno di Maurizio Cauceglia tra veti incrociati e fragili equilibri

Se rispettate tutte le condizioni Maurizio Cauceglia tornerà alla guida della Polizia Municipale di Agropoli. Una nomina travagliata, tra crisi e tensioni

Di: Ernesto Rocco
Pubblicato il: 18/01/2026
Aggiornato il: 18/01/2026
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Maurizio Cauceglia e Roberto Mutalipassi

La parabola amministrativa del Comune di Agropoli si arricchisce di un nuovo, complesso capitolo che potrebbe vedere a breve il ritorno di Maurizio Cauceglia al vertice della Polizia Municipale. Una nomina, quella che avverrà nei prossimi giorni ma che è già stata comunicata nelle stanze di piazza della Repubblica, giunta al termine di un percorso tortuoso, caratterizzato da procrastinazioni burocratiche e fibrillazioni politiche che hanno messo a nudo le criticità strutturali della maggioranza guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi.

Una nomina contesa tra stima popolare e ostracismo politico

La figura di Cauceglia, da sempre contraddistinta da un’ampia base di consenso civile per l’abnegazione e la disponibilità mostrate nel corso della carriera, appare diametralmente opposta nella percezione delle alte sfere di Palazzo di Città. Se per i cittadini il Comandante rappresenta un presidio di operosità, per una parte della politica locale egli incarna una figura “ingombrante”, la cui indipendenza anche durante le tornate elettorali ne ha decretato, in passato, l’estromissione.

Il primo atto dell’amministrazione Mutalipassi fu, infatti, la sua defenestrazione dopo la nomina al vertice dei vigili da parte dell’allora sindaco Adamo Coppola; una mossa che scatenò malumori popolari mai pienamente intercettati dalle opposizioni consiliari che fallirono nel tentativo di cavalcare una sommossa di piazza. A prendere le redini del comando fu quindi il capaccese Antonio Rinaldi che con rigore e grazie anche ad ampie risorse e autonomia, riuscì a guidare il corpo fino allo scorso autunno rinnovandolo e potenziandolo. Poi la decisione di non proseguire l’incarico.

Da quel momento, la gestione dei “caschi bianchi” è scivolata in una fase di preoccupante stallo, culminata nell’attribuzione delle funzioni apicali del corpo al Segretario Generale dell’Ente; una soluzione tecnicamente lecita ma priva della necessaria competenza operativa sul campo, adottata – parrebbe – pur di non reintegrare Cauceglia, che comunque aveva riacquistato il ruolo di vice.

Il cortocircuito istituzionale e le pressioni elettorali

Il ritorno (eventuale) alla guida del corpo di Polizia Municipale non sarà l’esito di un lineare processo di merito, bensì il risultato di una serrata prova di forza che ha travalicato i confini comunali per lambire le elezioni provinciali. Le dimissioni di Cauceglia dalla carica di vice-comandante, dopo una serie di azioni dell’esecutivo che sembravano voler ridimensionare e depotenziare il corpo, avevano innescato una reazione a catena, portando diversi consiglieri a negare il sostegno al Sindaco nella corsa per Palazzo Sant’Agostino.

Dietro l’apparente “autolesionismo” della giunta nel ritardare una nomina scontata, emergono i veti incrociati di figure chiave. Indiscrezioni di palazzo suggeriscono la persistente opposizione di due assessori, entrambi animati da ruggini pregresse e divergenze di visione. La morsa in cui si è trovato il primo cittadino, stretto tra la necessità di garantire l’efficienza del servizio e l’esigenza di preservare una maggioranza sempre più frammentata, ha prodotto un percorso amministrativo ondivago che ha minato ulteriormente il consenso popolare dell’esecutivo.

Verso un nuovo assetto organizzativo

Nonostante le polemiche, Cauceglia ha accettato l’incarico ma a condizioni precise che portino investimenti e rafforzamento del personale, temi sui quali ci sarebbe stato fin ora solo un timido “si” del primo cittadino. Ma anche in caso di conferma della nomina, la vicenda è lungi dal considerarsi conclusa. Le opposizioni, guidate dai consiglieri Raffaele Pesce e Massimo La Porta, mantengono alta la guardia, esortando a un monitoraggio rigoroso del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO). Il timore espresso dai banchi della minoranza riguarda l’eventuale condizionamento politico sulle future scelte della pianta organica e sulla distribuzione delle posizioni organizzative. Accontentando i detrattori di Cauceglia qualcuno potrebbe aumentare la posta delle sue richieste? Gli stessi sostenitori di Cauceglia sono davvero interessati solo a garantire la sicurezza sul territorio e il funzionamento dei caschi bianchi? Domande a cui l’opposizione cerca risposte.

Resta da comprendere se questa possibile nomina rappresenti una reale pacificazione o se sia soltanto una tregua armata volta a incrementare il peso contrattuale dei singoli attori nelle prossime settimane. In un clima di sospetto e tatticismi, la città attende di vedere se il ritorno del Comandante potrà finalmente restituire stabilità a un comando al quale si chiede soprattutto di assicurare maggiore sicurezza e controllo della città.

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