Il Cilento si conferma ancora una volta la culla della longevità mondiale. In questi giorni, due comunità locali si sono strette attorno a figure che rappresentano non solo la storia del territorio, ma anche una testimonianza vivente di salute e vitalità. Rosa De Luca e Maria Sansivieri hanno entrambe spento 102 candeline, portando avanti la tradizione delle “blue zone” salernitane.
Vallo della Lucania celebra zia Rosinella
A Vallo della Lucania, l’atmosfera è stata di grande commozione per il compleanno di Rosa De Luca, nota a tutti come Zia Rosinella. Originaria della frazione Angellara, la centenaria ha raggiunto l’invidiabile traguardo circondata dall’affetto di una famiglia numerosa e di tanti amici che non hanno voluto farle mancare il proprio supporto.
Zia Rosinella incarna i valori autentici della dieta cilentana e della qualità della vita rurale: lucidità, sorriso costante e un legame indissolubile con le proprie radici. La sua festa è stata un momento di condivisione per l’intera comunità, che vede in lei un patrimonio di memoria storica inestimabile.
Castellabate, la vitalità creativa di Maria Sansivieri
Poco distante, a Castellabate, i riflettori si sono accesi su Maria Sansivieri. Anche per lei 102 anni, vissuti con un’energia che ha sorpreso persino le istituzioni locali. Maria mantiene infatti una quotidianità estremamente attiva, dedicata a una passione che la accompagna da sempre: il cucito.
L’uso costante di ago e filo non è solo un passatempo, ma il segreto per mantenere la mente allenata e le mani operose. Alla celebrazione ha partecipato anche il sindaco Marco Rizzo, che ha sottolineato come lo spirito di Maria sia quello di una “vera ragazzina”, definendo il suo sorriso contagioso un esempio per le nuove generazioni.
Un segreto che risiede nelle radici
Questi due compleanni non sono casi isolati, ma confermano il Cilento come un laboratorio a cielo aperto sulla longevità. Tra dedizione al lavoro, alimentazione genuina e una rete sociale solida, donne come Rosa e Maria dimostrano che invecchiare non significa rinunciare alla passione e alla partecipazione attiva nella propria comunità.
