“Quanto accaduto ieri non è solo una mancanza di stile, ma un fatto politicamente e moralmente gravissimo, che segna una delle pagine più imbarazzanti nella storia recente di Capaccio Paestum”. A dirlo attraverso una nota i consiglieri comunali di Capaccio Paestum: Antonio Agresti, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastrandrea, Angelo Quaglia, Gianmarco Scairati ed Eustachio Voza. Il riferimento è alle esequie di Maria Del Verme, madre dell’ex sindaco Franco Alfieri. Ai funerali era assente l’attuale primo cittadino Gaetano Paolino.
Le accuse
“Quando perfino tutti i Sindaci del territorio e i vertici provinciali ci sono, l’assenza del proprio Comune diventa uno schiaffo alla città” Nel giorno dei funerali della mamma dell’ex Sindaco Franco Alfieri, celebrati a Torchiara, erano presenti centinaia di capacciopaestani e migliaia di cittadini provenienti da tutta la provincia.
Alla cerimonia hanno preso parte i Sindaci di tutto il territorio, l’ex Presidente della Provincia e tutti i vertici istituzionali provinciali, dimostrando che il rispetto umano viene prima di ogni appartenenza politica. Eppure, proprio mentre l’intero territorio si stringeva attorno a una famiglia colpita dal dolore, il Comune di Capaccio Paestum ha scelto di voltarsi dall’altra parte”, dicono i consiglieri.
“Decine di Enti pubblici hanno inviato manifesti di cordoglio. Tutti, tranne uno: l’Ente che Franco Alfieri ha guidato per anni – prosegue la nota – Un’assenza che pesa come una macchia sull’immagine della città e che tradisce il senso stesso delle istituzioni. Ancora più sconcertante è che neppure le sollecitazioni arrivate da alcuni consiglieri di maggioranza, ancora oggi inspiegabilmente al fianco del Sindaco, siano bastate a scuotere questa Amministrazione da un silenzio che rasenta l’arroganza. Nessuna risposta. Nessuna spiegazione. Nessun atto dovuto. Qui non si tratta di schieramenti, ma di dignità istituzionale, rispetto umano e decenza politica”.
“Quando un’Amministrazione non è capace nemmeno di esprimere un gesto di cordoglio, significa che ha perso il senso del proprio ruolo. Capaccio Paestum merita di più. Merita istituzioni che sappiano rappresentare tutti, non solo chi le governa. Merita una classe dirigente che non confonda il potere con il disprezzo. Questo silenzio resterà una vergogna”, concludono.

In questi casi, e’ solo vergogna.
Condoglianze
Condoglianze
È un abominio usare un lutto, una perdita di una madre per attaccare un sindaco, non so chi ha ragione, chi ha torto, ma accusare qualcuno di non aver partecipato ai funerali di una donna, lo trovo vergognoso. Non difendo Il sindaco attuale, non difendo Alfieri, ma anche io non ho partecipato a molti funerali…. Chiedo soltanto una cosa, Alfieri ci teneva ad avere la partecipazione del sindaco Gaetano Paolino ed è rimasto addolorato, oppure è soltanto una critica di consiglieri, ex consiglieri….. Fatta come gesto propagandistico? Alfieri si è espresso? È il caro amato ex sindaco che soffre per l’assenza dell’attuale sindaco o sono altri che soffrono per la mancanza di rispetto del nostro attuale sindaco? Ripeto, non parteggio per Alfieri, ne per Paolino Gaetano, ma tutta questa critica i sembra esagerata. Franco Alfieri puoi rispondermi visto che ti ho votato?
Pino Giuseppe Mei scusa. Ma una persona a cui viene a mancare la persona più cara dell’universo, può pensare all’assenza di una persona al funerale della cara madre? E comunque credo non ne abbia notato la mancanza.
Donato Miano bravo Donato, è quello che dico io, Alfieri è in lutto, sai quanto gli interessa se qualcuno non gli ha fatto le condoglianze….. Grazie Donato per aver confermato il mio pensiero…
Franco ti vorrò sempre bene a Te è famiglia Sentite condoglianze
FRANCO TRANQUILLO LA GENTE HA UN ENORME RISPETTO DI TE È LA TUA QUELLE PERSONE NON SONO DEGNI DEL RISPETTO TUO E DELLA TUA FAMIGLIA
Condoglianze 🙏 🙏
I capaccesi sono così, poco rispetto ,molta ignoranza!
Filomena Vecchio , a proposito di ignoranza. In base alle norme vigenti sono tassative le ipotesi di partecipazione obbligatoria del gonfalone, riferite esclusivamente alle cerimonie funebri dei soggetti che hanno rivestito cariche pubbliche o ricevuto onorificenze civiche. Tale obbligo non è estensibile ai familiari degli stessi, trattandosi di evento di natura privata. Dunque, ne consegue che non sussistono i presupposti di carattere istituzionale, pubblico e rappresentativo che giustifichino la partecipazione del gonfalone comunale, a una cerimonia di natura privata, riferita a soggetto privo di ruolo pubblico, peraltro riconducibile a un ex amministratore la cui gestione ha prodotto effetti finanziari negativi e duraturi per la comunità. Il rispetto verso la persona e il lutto non è in discussione ed è stato espresso. Ciò che si nega non è il cordoglio, ma l’uso di un simbolo pubblico che implica il riconoscimento, la condivisione di valore e la rappresentanza collettiva. La mancata esposizione del gonfalone non equivale a disprezzo, ma a neutralità istituzionale. La discrezionalità amministrativa, infatti, non è arbitrio, ma deve essere esercitata nel rispetto di imparzialità, coerenza e interesse pubblico. In questo caso l’atto richiesto da chi si agita è privo di una motivazione istituzionale oggettiva. La discrezionalità non copre decisioni simbolicamente improprie. Il lutto è personale. Il gonfalone invece richiama il giudizio complessivo sull’azione pubblica dell’ex amministratore. Ignorare il predissesto e gli effetti ventennali sulla comunità significherebbe astrarre il simbolo dalla realtà amministrativa, cosa non consentita a un Ente pubblico. Ogni Comune è autonomo, risponde alla propria storia amministrativa e applica le proprie regole. L’imitazione di altri comuni non è criterio di legittimità, soprattutto in assenza di analoga situazione finanziaria e amministrativa. L’uso del gonfalone comunale, quale simbolo rappresentativo dell’intera comunità, è limitato a circostanze di chiara rilevanza pubblica e istituzionale. In assenza di tali presupposti, e considerato l’impatto negativo e duraturo della gestione amministrativa richiamata, la sua partecipazione alla cerimonia risulterebbe impropria e lesiva dei principi di imparzialità e buon andamento ex art.97 Cost.. Il Sindaco, dunque, non nega il cordoglio, ma ha tutelato la neutralità e l’equità nell’uso dei propri simboli e strumenti di comunicazione istituzionale. Infatti, anche l’uso del simbolo del comune sui manifesti funebri non risponde a una scelta discrezionale oggettivamente motivata, per quanto innanzi detto. E’ davvero singolare e incredibile che gran parte di coloro che esercitarono l’azione civile nel procedimento penale contro l’ex sindaco si siano mostrati così affranti per il lutto che lo ha colpito. In realtà la loro è solo becera strumentalizzazione politica di un triste evento che, lo ripeto, umanamente dispiace, ma non poteva avere rilievo pubblico istituzionale. Tra l’altro, per chi non lo sapesse, il sindaco mi risulta che ha partecipato ad altro lutto a Spinazzo, senza gonfalone e senza manifesti pubblici e siccome non ha il dono dell’ubiquità, ha scelto di presenziare all’ultimo saluto di un nostro giovane concittadino sfortunato. Prima i capaccesi pestani o prima chi non è di Capaccio Paestum? Questo è il dilemma al cospetto di eventi del genere. Il Sindaco è stato eletto a Capaccio Paestum, non altrove e, dunque, ha fatto bene a rendere l’ultimo saluto a un nostro concittadino che ci ha lasciato prematuramente. Se poi si vuole sempre e comunque la polemica, accomodatevi pure, esponendovi al pubblico ludibrio, ma, lo ripeto, anche in questo caso il Sindaco ha agito nel rispetto delle regole e nella trasparenza. L’attacco al Sindaco va rispedito ai mittenti perché privo del supporto fattuale e giuridico e, con esso, le vergognose accuse.
Giovanni Licinio buongiorno ancora con le norme vigenti…ci vuole rispetto… buona giornata
Condoglianze
Visto che la cosa è diventata pubblica è bene che il Sindaco Paolino renda pubblica la motivazione della sua assenza così per rendere pace ai malpensanti
Luciano Cairone , In base alle norme vigenti sono tassative le ipotesi di partecipazione obbligatoria del gonfalone, riferite esclusivamente alle cerimonie funebri dei soggetti che hanno rivestito cariche pubbliche o ricevuto onorificenze civiche. Tale obbligo non è estensibile ai familiari degli stessi, trattandosi di evento di natura privata. Dunque, ne consegue che non sussistono i presupposti di carattere istituzionale, pubblico e rappresentativo che giustifichino la partecipazione del gonfalone comunale, a una cerimonia di natura privata, riferita a soggetto privo di ruolo pubblico, peraltro riconducibile a un ex amministratore la cui gestione ha prodotto effetti finanziari negativi e duraturi per la comunità. Il rispetto verso la persona e il lutto non è in discussione ed è stato espresso. Ciò che si nega non è il cordoglio, ma l’uso di un simbolo pubblico che implica il riconoscimento, la condivisione di valore e la rappresentanza collettiva. La mancata esposizione del gonfalone non equivale a disprezzo, ma a neutralità istituzionale. La discrezionalità amministrativa, infatti, non è arbitrio, ma deve essere esercitata nel rispetto di imparzialità, coerenza e interesse pubblico. In questo caso l’atto richiesto da chi si agita è privo di una motivazione istituzionale oggettiva. La discrezionalità non copre decisioni simbolicamente improprie. Il lutto è personale. Il gonfalone invece richiama il giudizio complessivo sull’azione pubblica dell’ex amministratore. Ignorare il predissesto e gli effetti ventennali sulla comunità significherebbe astrarre il simbolo dalla realtà amministrativa, cosa non consentita a un Ente pubblico. Ogni Comune è autonomo, risponde alla propria storia amministrativa e applica le proprie regole. L’imitazione di altri comuni non è criterio di legittimità, soprattutto in assenza di analoga situazione finanziaria e amministrativa. L’uso del gonfalone comunale, quale simbolo rappresentativo dell’intera comunità, è limitato a circostanze di chiara rilevanza pubblica e istituzionale. In assenza di tali presupposti, e considerato l’impatto negativo e duraturo della gestione amministrativa richiamata, la sua partecipazione alla cerimonia risulterebbe impropria e lesiva dei principi di imparzialità e buon andamento ex art.97 Cost.. Il Sindaco, dunque, non nega il cordoglio, ma ha tutelato la neutralità e l’equità nell’uso dei propri simboli e strumenti di comunicazione istituzionale. Infatti, anche l’uso del simbolo del comune sui manifesti funebri non risponde a una scelta discrezionale oggettivamente motivata, per quanto innanzi detto. E’ davvero singolare e incredibile che gran parte di coloro che esercitarono l’azione civile nel procedimento penale contro l’ex sindaco si siano mostrati così affranti per il lutto che lo ha colpito. In realtà la loro è solo becera strumentalizzazione politica di un triste evento che, lo ripeto, umanamente dispiace, ma non poteva avere rilievo pubblico istituzionale. Tra l’altro, per chi non lo sapesse, il sindaco mi risulta che ha partecipato ad altro lutto a Spinazzo, senza gonfalone e senza manifesti pubblici e siccome non ha il dono dell’ubiquità, ha scelto di presenziare all’ultimo saluto di un nostro giovane concittadino sfortunato. Prima i capaccesi pestani o prima chi non è di Capaccio Paestum? Questo è il dilemma al cospetto di eventi del genere. Il Sindaco è stato eletto a Capaccio Paestum, non altrove e, dunque, ha fatto bene a rendere l’ultimo saluto a un nostro concittadino che ci ha lasciato prematuramente. Se poi si vuole sempre e comunque la polemica, accomodatevi pure, esponendovi al pubblico ludibrio, ma, lo ripeto, anche in questo caso il Sindaco ha agito nel rispetto delle regole e nella trasparenza. L’attacco al Sindaco va rispedito ai mittenti perché privo del supporto fattuale e giuridico e, con esso, le vergognose accuse.