A Bellosguardo ha aperto un “Emporio di Comunità“, nel piccolo borgo dell’entroterra cilentano, il nuovo negozio in cui si può trovare di tutto, offre un servizio in più ai cittadini, specialmente agli anziani che avvalendosi di un negozio di prossimità possono tornare a fare la spesa in autonomia spendendo nel loro paese.
Servizi essenziali per la comunità
L’Emporio di Comunità è nato in un periodo in cui sono tante, troppe, le saracinesche dei negozi dei piccoli comuni delle Aree Interne che si abbassano a causa dello spopolamento galoppante e rappresenta anche un’opportunità occupazionale: nel negozio, infatti, lavorano due persone: Hassanatou Bah, beneficiaria del progetto SAI che sta ricostruendo nel territorio la sua vita e Nunzia Annunziata. L’attività è gestita dalla “Bellosguardo Servizi”, una società in house del Comune presieduta da Michele Troncone, presidente del CDA.
Il progetto
“Per noi di Bellosguardo Servizi Srl questo progetto nasce dall’ascolto quotidiano del territorio, ma soprattutto da un’intuizione precisa dell’Comune di Bellosguardo: trasformare un bisogno reale — quello di garantire servizi essenziali in un paese segnato dallo spopolamento — in un’azione concreta a sostegno della residenzialità. Come società in house abbiamo scelto di sposare pienamente questa visione, riconoscendone il valore umano prima ancora che operativo, e assumendoci la responsabilità di tradurla in un servizio vicino alle persone. Il negozio di prossimità nasce così: non solo come punto di approvvigionamento di beni di prima necessità, ma come segnale tangibile di cura verso una comunità composta in gran parte da anziani.
L’Emporio che riaccende il paese
È un presidio pensato per semplificare la quotidianità, accorciare le distanze e restituire autonomia a chi fatica a spostarsi. Il servizio di consegna a domicilio dedicato agli over 70 e alle persone con difficoltà motorie rafforza questa missione: ogni consegna diventa un gesto di attenzione, un contatto che mantiene vivo il legame con la comunità. Accanto alla funzione sociale del servizio c’è una dimensione profondamente inclusiva. Il reclutamento del personale tramite avvisi pubblici ha permesso di valorizzare percorsi di integrazione già presenti sul territorio, legati al sistema SAI, trasformandoli in opportunità di lavoro e stabilità.
La possibilità, per una giovane madre, di restare a Bellosguardo grazie a questa esperienza rappresenta il segno concreto di come un servizio pubblico possa generare valore che supera l’aspetto economico, rafforzando il tessuto sociale. Siamo consapevoli che si tratta di una startup territoriale, un progetto destinato a crescere e migliorarsi nel tempo.
Ma già oggi ne riconosciamo il significato più profondo: offrire un sostegno reale alla vita quotidiana, alimentare il senso di comunità e dimostrare che anche nei piccoli centri è possibile costruire servizi innovativi, capaci di guardare al futuro senza perdere il contatto con le persone” hanno spiegato dal CDA per InfoCilento che, con le sue telecamere e i suoi microfoni, ha raggiunto proprio Bellosguardo per raccontarvi i dettagli di un’iniziativa tanto utile.