È scontro aperto ad Agropoli tra l’amministrazione comunale e i rappresentanti del commercio ambulante. Al centro della polemica c’è la decisione del Primo Cittadino, ufficializzata il 18 dicembre, di revocare l’ordinanza n. 40585/2025. Il provvedimento originale prevedeva l’anticipo del mercato settimanale alle giornate di mercoledì 24 e 31 dicembre 2025, date cruciali per le vendite natalizie.
La retromarcia dell’amministrazione, secondo quanto riportato dall’Anva Confesercenti Provinciale di Salerno, sarebbe stata giustificata dal “disagio” che il mercato aperto avrebbe arrecato ai commercianti a posto fisso, i quali avrebbero protestato vibratamente contro l’iniziativa.
La reazione degli ambulanti
La risposta dell’Anva non si è fatta attendere ed è durissima. L’associazione denuncia una violazione dei diritti al lavoro, parlando di un atto che “calpesta la dignità di famiglie che con tanti sacrifici reggono le loro attività”. Nel comunicato diffuso, l’associazione punta il dito contro quella che definisce una tutela ingiustificata dei commercianti a posto fisso, accusati di ignorare le leggi sulla concorrenza e le normative regionali che vietano ordinanze discriminatorie a favore di una specifica categoria.
Secondo l’Anva, la visione dei commercianti stanziali sarebbe miope: vedono negli ambulanti dei concorrenti sleali, dimenticando invece le vere minacce al commercio locale, individuate nell’abusivismo, nella contraffazione e nella crescita esponenziale delle vendite online.
Una contraddizione politica
L’associazione di categoria evidenzia inoltre una palese contraddizione nell’atteggiamento dell’amministrazione comunale. Viene ricordato, infatti, come in recenti riunioni istituzionali fosse stato proposto agli ambulanti l’istituzione di un mercato mensile nel centro cittadino. La motivazione addotta in quella sede era che il mercato “porta gente, porta vita e porta economia”, beneficiando anche le attività fisse.
“Una vera contraddizione se rapportato a quanto accaduto,” si legge nella nota stampa, che definisce la revoca “grave e lesiva”. Viene inoltre ricordato come, storicamente, lo spostamento del mercato fuori dal centro abitato sia avvenuto proprio su pressione dei negozianti locali.
Possibile ricorso al Tar e stop alla collaborazione
La vicenda potrebbe non chiudersi con un semplice scambio di comunicati. L’Anva Confesercenti ha annunciato che valuterà con gli operatori l’ipotesi di un ricorso al Tar contro la revoca dell’ordinanza.
Le conseguenze sul piano dei rapporti istituzionali sembrano però immediate e definitive: l’associazione ha comunicato che, da parte degli ambulanti, non ci sarà più alcuna disponibilità ad accogliere richieste di liberare zone dell’area mercatale per iniziative di tipo privato. “Lo si faccia al centro”, conclude laconicamente la nota, segnando una rottura profonda tra la categoria e la gestione degli spazi pubblici cittadini.
