Venerdì 30 gennaio, gli spazi di Linee Contemporanee a Salerno, in via Parmenide 39, ospiteranno un evento culturale di particolare rilievo. La giornata segnerà un punto di intersezione artistica tra due autori originari di Montecorvino Rovella: il ceramista Ferdinando Vassallo e il fotografo Armando Cerzosimo. L’appuntamento prevede la chiusura della mostra di Vassallo e la contestuale inaugurazione del nuovo progetto fotografico di Cerzosimo, creando un dialogo estetico tra materia e immagine.
Il format delle 45 ceramiche di Ferdinando Vassallo
L’evento conclude ufficialmente l’esposizione “45 Ceramiche da 45 cm”, curata da Ferdinando Vassallo per la XVIII edizione di un format ideato da Valerio Falcone. La mostra presenta 45 piatti in ceramica realizzati presso la fornace di Falcone, luogo di produzione e confronto creativo. Le opere testimoniano il percorso dell’artista nella manipolazione del supporto ceramico, declinato attraverso una dimensione costante che ne sottolinea il rigore formale e la continuità espressiva.
Le prime tre ore: la visione di Armando Cerzosimo
Alle ore 19:00 verrà inaugurata la mostra fotografica di Armando Cerzosimo dal titolo “Le Prime tre ore di Ferdinando Vassallo 8=16 +7”. Il progetto documenta un arco temporale preciso, quello del 14 gennaio 2026, dalle ore 15:07 alle 18:05. Attraverso questo esercizio, Cerzosimo ha immortalato l’inizio della giornata del ceramista, entrando nel suo mondo privato e professionale.
“Tra i tanti esercizi fotografici, questo ultimo mi è particolarmente caro”, ha rivelato Armando Cerzosimo, spiegando il legame con il protagonista degli scatti. “Ho ri-visto Nando dopo anni. Pur essendo figli della stessa terra, a volte ci allontaniamo. Gli ho chiesto di poter fotografare le prime tre ore della sua giornata. Entrando nel suo mondo, ho voluto essere da lui ‘ri-conosciuto’ come colui che ‘Im-mortala’”.
Analisi critica del rapporto tra uomo e realtà
La docente Cristina Tafuri, commentando l’opera di Cerzosimo, sottolinea come il fotografo sia interessato quasi esclusivamente al destino dell’uomo e alla sua fatica di vivere. Nelle foto dedicate a Vassallo, emerge una capacità di esplorare i significati profondi del quotidiano. “Cerzosimo, data la sua familiarità con l’artista, con un sapiente gioco di luci fa emergere il suo sguardo che sembra essere sospeso tra i confini dell’inconscio e dell’angoscia”, scrive la docente, descrivendo una visione in cui l’uomo cerca la propria segreta ragione di vita tra oggetti comuni.
Anche il curatore Marco Alfano evidenzia l’efficacia del racconto visivo: “È quel che rende avvincente il racconto sospeso di queste fotografie di Armando Cerzosimo, che lascia lo sguardo libero di vagare nelle ore, nei minuti trascorsi insieme, concentrandosi a volte sugli occhi malinconici”.
La fotografia come viaggio nell’istante infinito
L’approccio di Cerzosimo richiama la filosofia di Cartier-Bresson, intendendo la fotografia come l’allineamento di testa, occhio e cuore. L’esercizio fotografico in mostra parte simbolicamente dal sonno, fase in cui la razionalità viene meno, per approdare a una ricerca continua che abbraccia la vita reale e il sogno. Il segno di Cerzosimo trasforma lo strumento fotografico in un veicolo di prodigi, caratterizzato da silenzi, attese e piani prospettici capaci di rivelare dimensioni profonde e spesso imprevedibili del soggetto.
L’esposizione rimarrà fruibile presso gli spazi salernitani fino al 16 febbraio.
