Negli ultimi anni, la scienza si è soffermata con maggior attenzione su quello che accade al corpo della donna in menopausa (e anche nel periodo che precede la fine della vita fertile).
Ciò ha permesso di sfatare un luogo comune molto solido. Stiamo parlando della convinzione secondo la quale, per le donne, le problematiche cardiovascolari siano una problematica minore. Non è affatto così! Soprattutto a seguito dell’inizio della menopausa, diventa fondamentale prendersi cura con più attenzione della salute cardiovascolare.
Il motivo è legato al fatto che, durante gli anni fertili, le donne possono beneficiare dell’azione degli estrogeni, ormoni che forniscono quello che, a ragione, si può definire come uno scudo protettivo per i vasi sanguigni del cuore. Il meccanismo di formazione delle placche che, ostruendo le arterie, provocano l’infarto, per diversi decenni è tenuto sotto controllo.
Questa cosa non accade negli uomini, che devono fare i conti anche in giovane età con una maggior vulnerabilità ai problemi cardiovascolari. Non è un caso che, nei pazienti di sesso maschile, il periodo in cui si può parlare di rischio cardiovascolare sia compreso tra i 40 e i 70 anni. Nelle donne in salute, si comincia a ragionare di prevenzione mirata dopo i 60.
I principali rimedi
Già attorno ai 40 anni, è essenziale iniziare a preparare il corpo alla conclusione della fase fertile della vita. Ciò vuol dire, parlando di cuore, informarsi su tachicardia in menopausa quanto dura – in alcuni casi, le palpitazioni possono andare avanti per diverse ore – in modo da adottare uno stile di vita benefico per l’apparato cardiovascolare.
Ciò vuol dire, per esempio, impegnarsi per tenere sotto controllo lo stress grazie a tecniche di yoga e training autogeno.
Nei primi tempi in particolare, quando il corpo e la mente devono abituarsi al nuovo assetto ormonale e alle sue conseguenze, può capitare che le palpitazioni inneschino un circolo vizioso di ansia che fa tutto tranne che bene alla salute.
Cambiare il proprio stile di vita in ottica di prevenzione cardiovascolare durante la menopausa vuol dire anche abbandonare l’abitudine del fumo.
Esattamente come l’ipertensione e l’ipercolesterolemia, il tabagismo è un fattore che contribuisce tantissimo a danneggiare i vasi ematici.
Agire di prevenzione e cura nei tempi adeguati quando si parla di corpo della donna in menopausa è essenziale anche perché, cosa che non tutti sanno, gli infarti nelle pazienti di sesso femminile sono spesso il risultato dell’ostruzione di vasi periferici, dove non è sempre facile, in alcuni casi addirittura impossibile, intervenire con l’operazione chirurgica di angioplastica.
L’importanza dell’attività fisica
Anche l’attività fisica ha un ruolo centrale nella protezione del cuore della donna in menopausa. Il consiglio degli esperti è quello di concentrarsi su 150 minuti settimanali a intensità moderata. In alternativa ne bastano 75, ma con intensità importante.
Se proprio non si riesce ad avvicinarsi a uno sport come il ciclismo e il nuoto, ci si può concentrare sulla camminata, accessibile a tutti e perfetta per chi vuole vivere momenti di socializzazione, anche in mezzo alla natura.
Quando iniziare a sottoporsi a controlli mirati?
Già quando si comincia a palesare un pattern irregolare del ciclo, è il caso di sottoporsi a controlli mirati dal proprio cardiologo di fiducia.
Il professionista in questione può prescrivere esami come l’ecocardiogramma color doppler, che permette di avere un quadro chiaro relativamente a fattori di rischio come il grasso epicardico.
Con un esame come l’eco doppler delle carotidi, invece, si monitora la situazione per intercettare eventuali quadri di rischio di ostruzione.
La storia clinica di ogni donna deve essere il punto di riferimento principale quando si parla di frequenza dei controlli, anche se è in generale consigliato un check-up annuale.
