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Ospedale di Agropoli: una ferita aperta. Serra: “pronta ad incatenarmi”

Ospedale di Agropoli: un tema che continua a far discutere. I cittadini chiedono con forza la riapertura ma si va avanti a passi troppo piccoli

Di:
Arturo Calabrese
Di:Arturo Calabrese
Appassionato di giornalismo dai tempi del liceo, si occupa di cultura ed eventi, non disdegnando la cronaca e l'attualità. Per InfoCilento conduce programmi televisivi. È collaboratore...
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Pubblicato il: 19/02/2020
Aggiornato il: 19/02/2020
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Ospedale Agropoli

Tra le tante emergenze del Cilento vi è quella legata alla sanità. Un territorio molto esteso nel quale opera soltanto l’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania con molta fatica e immense difficoltà. Situazione causata da un piano sanitario regionale che ha visto la chiusura dell’ospedale di Agropoli e il ridimensionamento di quello vallese. Il bacino di utenza cilentano per l’emergenza si sposta dunque a Sud, all’ospedale “Immacolata” di Sapri e a Nord verso il “Santissima Addolorata” di Eboli o il “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia.

Ospedale di Agropoli: un ferita per il territorio

L’ospedale di Agropoli è diventato ormai una grande ferita per il territorio e numerosissime sono le proteste da parte della cittadinanza che ne chiede un’apertura a tutti gli effetti e non limitata a pochi posti letto riservati a breve degenze da codice bianco. Era il 2 aprile del 2013 quando l’Azienda Sanitaria Locale di Salerno bloccò i ricoveri e dopo qualche giorno furono sospesi i servizi di radiologia e il laboratorio di analisi. Il tutto per effetto di un decreto del 2010 per un piano di rientro nel settore sanitario.

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Scioperi, manifestazioni, occupazioni, furono all’ordine del giorno finché pian piano l‘attenzione calò. L’ospedale è stato al centro di diverse campagne elettorali sia comunali che regionali con promesse, di diverso colore politico, di una riapertura con tanto di potenziamento. Ultima è stata la passerella di Vincenzo De Luca nel 2017 durante la quale si tagliò il nastro per la riapertura del pronto soccorso, ma dopo 3 anni è attivo soltanto a ritmo ridotto e i problemi sono ancora tanti, come attestano recenti fatti di cronaca.

Il comitato ISA per l’ospedale di Agropoli

Episodi sfociati in qualche caso in tragici finali. E sono proprio i familiari delle vittime di tali accadimenti ad essersi riuniti nel comitato “Isa” promosso dall’ex vicesindaco Elvira Serra. La donna è diventata ex proprio perché in consiglio comunale si è scagliata più volte contro l’amministrazione, contestando le scelte in materia di sanità. «Sono disposta a tutto pur di aver nuovamente un ospedale – dice – anche ad incatenarmi lì davanti o a costruire barricate. Fare politica sulla pelle della gente è un abominio, ma è quello che è accaduto in passato. I politici locali e regionali che tante parole hanno speso per l’ospedale – continua – possono modificare il piano sanitario e restituire la dignità ad Agropoli. Per le regionali si apre una nuova battaglia – conclude – ed io lotterò al fianco di chi avrà una sanità giusta come obiettivo primario».

Amministrazione: “sale operatorie primo passo”

«Stiamo lavorando per avere un pronto soccorso h24 e una riapertura totale – replica il sindaco Adamo Coppola – problemi strutturali non ce ne sono, ma soltanto per il personale medico e paramedico. A breve apriranno nuove sale operatorie, un passo verso il nostro obiettivo». Le sale operatorie, secondo i piani dell’Asl, saranno attive soltanto per piccoli interventi e per brevi degenze.

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