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Castel San Lorenzo, il parroco: Non celebrerò battesimi e matrimoni a chi non vuole crescere nella fede

Don Domenico avverte i fedeli: Non voglio essere complice di bugie e falsità

Di:
Katiuscia Stio
Di:Katiuscia Stio
Laureata in Filosofia. Inizia l'attività giornalistica nel 1999 collaborando con vari giornali locali, mensili, web e realizzando servizi per una rubrica in onda su Telecolore. E'...
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Pubblicato il: 08/04/2019
Aggiornato il: 08/04/2019
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Don Domenico Sorrenti

CASTEL SAN LORENZO. « Non mi presterò più a celebrare, battesimi e matrimoni a chi non vuole crescere nella fede. Non voglio essere complice di bugie e falsità. Questo riguarda anche per il Sacramento della prima comunione». Il messaggio è di don Domenico Sorrenti, parroco delle comunità religiose di Felitto e Castel San Lorenzo, per i suoi parrocchiani.

Il messaggio di don Domenico è pregno di rammarico per il comportamento dei propri parrocchiani che, a suo dire, non seguono un percorso di fede che li porta a ricevere i Sacramenti, ma “pretendono” solo di esserne investiti. E ancora, «Dopo aver ricevuto tutti questi Sacramenti spariscono tutti, i buoni propositi, le promesse di piccoli e grandi, finisce tutto e si cerca il modo come cogliere il sacerdote in fallo per poterlo accusare quando richiama qualcuno», dichiara il parroco.

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«Ormai da un pò di anni porto avanti una catechesi di preparazione al S. Battesimo e in questi incontri, oltre a invitarli ad essere più presenti in chiesa a confessarsi e di vivere di più la comunità, parlo anche della funzione dei padrini, ma mi sto rendendo conto che sono solo parole al vento, non di tutti, fortunatamente qualche coppia mi segue, è come dire l’eccezione che conferma la regola. Prima comunione, due anni di preparazione, tutti i genitori euforici e al primo incontro con loro chiedono subito: “Quando si fa la Comunione?”. La preoccupazione è per il ristorante e gli invitati, anche qui dopo spariscono tutti e se mi permetto di richiamare qualche bambino dicendogli che non può fare la comunione se non viene a messa la domenica, il genitore convoca invita la popolazione a mandare via il parroco. Matrimonio, qui c’è da uscire dai panni, come si suol dire. I futuri sposi si presentano in chiesa qualche anno prima perché hanno deciso il giorno che devono sposarsi, dopo le solite raccomandazioni di essere presenti a messa, spariscono, per ripresentarsi qualche mese prima per la così detta promessa al comune, che sarebbe la richiesta di pubblicazioni alla casa comunale, alla domanda: “ma non vi siete fatti vedere più?” risposta, troppi impegni, invitati, inviti, ristorante, abiti e per il Signore non c’è mai tempo. Passa qualche mese e ritornano con la classica domanda, quando ci vediamo per le confessioni. Ma Benedetto Dio, sono mesi che vi dico di venire in chiesa e niente, di confessarvi e niente, ancora bisogna finire di preparare i documenti e a questo mio dire sembra che escano dalle caverne, certo se non si vive la comunità, se il corso di preparazione al matrimonio è fatto tanto per fare, prepariamo i documenti, invitandoli a portarli loro in Curia e anche qui non c’è tempo. E da più di un mese che ho stabilito che sono a disposizione per le confessioni solamente in giorni stabiliti non la DOMENICA, la domenica prima e dopo la S. Messa la voglio dedicare alla preparazione personale della celebrazione e dopo al ringraziamento del sacrificio che ho celebrato.(…) , ci sarebbero altre cose ma mi fermo qui, ringrazio il Signore che in questi miei, quasi 29 anni di sacerdozio, dopo aver seminato già comincio a raccogliere i frutti. Antonio Peduto di Castel San Lorenzo sarà sacerdote a breve,Mario Bamonte di Felitto, sicuramente a ottobre sarà ordinato Diacono, Giovanni Cairone, di Castel San Lorenzo, anche lui è in Teologia e tra qualche anno sarà Sacerdote. Scusate per questo mio lungo messaggio» conclude don Domenico

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