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Pagine di Storia Agropolese: Ritrovata un’Ancora del VI – V secolo a. C.

Intervista al Prof. Piero Cantalupo, direttore del Gruppo Archeologico “Agropoli”

Ernesto Apicella
19 Agosto 2017
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Intervista al Prof. Piero Cantalupo, direttore del Gruppo Archeologico “Agropoli”

Sto sfogliando delle vecchie riviste e degli ingialliti giornali, che riportano interessanti notizie sui ritrovamenti archeologici avvenuti nelle acque marine di Agropoli ed improvvisamente mi ritrovo nell’Antiquarium di Agropoli, dove il gruppo archeologico “Agropoli” sta inventariando i vari reperti recuperati…

…è il 25 settembre 1976, l’Antiquarium di Agropoli è situato in via C. Pisacane, al pianterreno del palazzo Cirota, da tempo il prof. Piero Cantalupo, Direttore, nonché organizzatore, del Gruppo Archeologico“Agropoli” ne chiede la messa in sicurezza e l’apertura al pubblico. Pochi giorni fa i sub del Gruppo Archeologico “Agropoli” hanno recuperato sui fondali di Punta Tresino, a 36 metri di profondità, un’Ancora di pietra del peso di tre quintali, lunga mt. 2,29, larga 36 cm., alta 19 cm.

Leggi anche:

10 gennaio: una data storica per lo sviluppo di Agropoli

Il recupero è stato effettuato dai sub Franco Castelnuovo, Ezio Casale e Ciccio Garofalo.

 

Gli stessi sub, pochi giorni fa, hanno liberato il mare della costa di Agropoli da un pericoloso ordigno bellico dello sbarco di Salerno. Era una mina antisbarco tedesca del diametro di un metro e mezzo, fatta poi brillare dagli artificieri di Napoli. All’interno dell’Antiquarium ci sono numerosi ragazzi e ragazze che collaborano attivamente con il prof. Piero Cantalupo. Tra questi riconosco Flaminia Arcuri, Antonio Cianfrone, Ottavio Moretto, Diego Claudio Di Paola ed Attilo Maurano. 

Approfitto di un momento di pausa, per porre alcune domande al Prof. Piero Cantalupo:

 

“Qual’è l’importanza del recupero dell’Ancora?

“ Il recupero, innanzitutto, è costato un lavoro di molti giorni, per le difficoltà connesse sia alla giacitura del pezzo stesso, sia alle sue enormi dimensioni. L’ancora, stando ad un primo sommario esame, è da riferirsi al VI-V secolo a.C.. Essa, presuppone, l’esperienza dell’ancora di piombo, ma questo materiale all’epoca era costosissimo, per cui le ancore venivano realizzate in pietra. Questo monolito veniva calato in mare, legato semplicemente a delle funi, sul modello delle ancore preistoriche”.

 

“Dov’è stata recuperata l’Ancora?”

“Il suo recupero è avvenuto nell’area di Tresino che ha restituito, nel tempo, numerosi reperti archeologici, in particolare quest’Ancora doveva appartenere ad una nave del peso di trecento tonnellate. La nostra continua esplorazione ci ha portato ultimamente, ad individuare un’Ancora, molto probabilmente di piombo, che a breve recupereremo. Va inoltre detto che nonostante l’opera vigile del nostro gruppo,che effettuiamo da foce Solofrone a Punta Tresino, si ha notizia sicura che sono stati effettuati dei recuperi clandestini, per cui materiale, forse più importante, sfugge all’analisi storica”.

 

“Come mai tutti questi reperti marini concentrati in una sola zona?”

“Con assoluta certezza ci troviamo di fronte ad uno dei tre approdi che, in epoca greca e romana, venivano utilizzati dalle popolazioni locali, per commerciare con Paestum e Velia, non essendoci delle strade efficienti”.

 

 

“Qual’è secondo lei la destinazione d’uso del Castello di Agropoli ?”

“Il Castello è, non solo il monumento più importante della nostra cittadina, ma sorge anche su di un ‘area archeologica di enorme interesse storico. Pertanto il Castello non può essere che destinato a centro di attività culturali e, debitamente restaurato, ospitare una biblioteca, un cineforum, un’antiquarium, una sala per conferenze, etc. Esso potrebbe diventare una meta turistica di enorme richiamo storico-paesaggistico, chiave di volta per la rivalutazione del Centro storico”.

Termina qui, questa breve intervista al Prof. Piero Cantalupo, giacché i ragazzi lo reclamano per continuare a  fotografare, inventariare e depositare i numerosi reperti archeologici provenienti dal Castello di Agropoli. Lascio il gruppo Archeologico “Agropoli” e…ritorno a consultare i miei libri e giornali, che quotidianamente mi conducono alla scoperta di inedite pagine di storia agropolese.

Negli anni successivi il Gruppo Archeologico “Agropoli”, dopo aver fatto tanto per la valorizzazione storico-archeologica di Agropoli, attraverso il recupero e lo studio dei numerosi reperti ritrovati, si è sciolto. Il compianto prof. Piero Cantalupo, anima del Gruppo, ma soprattutto profondo conoscitore della storia agropolese, ci ha lasciato prematuramente nel 2004. L’Antiquarium è stato inaugurato nel 2011, mentre per l’ubicazione del Museo Civico nel Castello siamo ancora in attesa, con la speranza che non sia destinato ad altri usi.

 

L’articolo è stato liberamente tratto da:

“L’Appennino Nuovo” rivista mensile . Anno IV. N°16-17 del 15 ottobre 1976;

“Confronto” mensile di attualità, politica, etc. Anno 1, Numero 1 – Settembre 1977;

 “Acropolis” di Piero Cantalupo, 1981.

 

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