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Alfieri: ecco come cambia Agropoli con il nuovo Puc

"La città sarà motore e centro di riferimento del Cilento e della Piana del Sele"

Ernesto Rocco
15 Marzo 2017
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“La città sarà motore e centro di riferimento del Cilento e della Piana del Sele”

AGROPOLI. “Agropoli sarà il nuovo motore e il centro di riferimento per il Cilento costiero e la piana del Sele”. Questo l’obiettivo dichiarato dal sindaco Franco Alfieri che lancia il Puc la cui approvazione è prevista entro fine mese. Il preliminare fu presentato nel lontano 2013 ed ora, a quattro anni di distanza, l’iter si avvia a compimento. Il documento per la parte urbanistica è stato curato dal professore Moccia, per quella ambientale e paesaggistica dal professore Gambino. A seguirne l’iter come delegato dell’amministrazione il consigliere comunale Emilio Prota.

“Sarà un piano di tutela, recupero e di espansione anche”, ha esordito il sindaco Alfieri. “Si procederà con la perequazioni: non ci sarà più la divisione tra aree edificabili e aree inedificabili, ma ci saranno aree dove c’è una parte edificabile ma molte altre soggette a tutela”. L’obiettivo è sviluppare il turismo con un’area prettamente dedicata alle strutture ricettive (quella tra le Mattine e il Lungomare, ma piccole strutture turistiche potranno sorgere anche in area Moio e Collina San Marco” e alla realizzazione di nuovi alloggi: 750 in tutto.

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Quattro le aree che saranno maggiormente interessate da un progetto di rivalorizzazione: Trentova, San Marco, il porto, la valle del Testene e lo scalo ferroviario.

Questo il progetto nel dettaglio:

Trentova-Tresino: Il progetto di valorizzazione Tresino-Trentova, mira ad innescare un insieme di operazioni di valorizzazione integrata della fascia costiera tra il porto e la baia di Trentova sulla base di un progetto di intervento unitario (PIU) fondato su un protocollo tra comune di Agropoli, di Castellabate e Parco Nazionale. Il progetto ha l’obiettivo di promuovere e riqualificare la funzionalità e la fruibilità naturalistica della fascia costiera, la riqualificazione urbanista e paesaggistica del contesto territoriale, l’utilizzazione sociale della conca naturale. In particolare si povvederà a migliorare l’utilizzazione balneare della costa, la razionalizzazione e la qualificazione degli accessi, con una nuova sistemazione dei parcheggi. Il progetto prevede anche la realizzazione di servizi pubblici inseriti in un nuovo viale alberato che collega la città alla baia Trentova. Altri obiettivi la realizzazione di una ospitalità diffusa, mettendo in rete una pluralità di risorse al fine di collaborare al rafforzamento dell’offerta ricettiva di Agropoli e il laboratorio di eco archeologia di Pastena che prevede la realizzazione di un laboratorio dedicato a ricerche applicative in campo archeologico insieme all’ente Parco e in collaborazione con la Sovrintendenza col restauro di un edificio storico in località Pastena. Infine la realizzazione di sentieri, percorsi naturalistici e infrastrutture.

Il Parco fluviale del Testene: Il progetto mira a realizzare un parco ricco di opportunità di fruizione naturalistica, ricreativa, sportiva, sociale e culturale. Nel quadro del rinnovamente urbano di Agropoli e del miglioramento della funzionalità ecologica, il parco rappresenta un asse bio-culturale e una ricca infrastruttura verde in un’area di circa 147 ettari. La proposta sarà attuata in due ambiti: una centrale diretta alla creazione di un nuovo tessuto urbano della città (in prossimità di via Taverne), l’altro finalizzato al potenziamento del verde.

Progetto Waterfront San Marco: si propone di avviare un processo di ristrutturazione urbanistica del tessuto urbano sul lungomare alberato di San Marco e nel quartiere retrostante. Il progetto tende ad un potenziamento ed ampliamento delle strutture ricettive, commerciali e di servizio al turismo attraverso una serie di interventi:
– ricostruzione del tessuto urbano lungo la passeggiata lungomare con una concentrazione unitaria dei profili, degli affacci al piano terra, degli accessi alle spiagge, delle utilizzazioni turistiche e ricettive, anche mediante calibrate densificazioni atte a dar spazio alle dotazioni di spazi, standard e servizi pubblici carenti;
– riqualificazione della passeggiata lungomare fino alla foce del Solofrone ampliando gli arenili e migliorando i servizi per la balneazione, potenziando l’apparato vegetale;
– introduzione di infrastrutture ed attrezzature per servizi complementari alla balneazione, per lo sport, il divertimento e la cura del corpo, la ristorazione e il tempo libero, la fruizione del mare e degli sport nautuci;
– riorganizzazione della viabilità; – formazione di piazze verdi lungo la passeggiata; ripristino del sistema di connessione ecologica tra il mare e la collina.

Il porto: il progetto è orientato allo sviluppo di una nautica da diporto a lunga distanza. Il porto dispone attualmente di buone dotazioni di moli e banvhine che assicurano una notevole disponibilità di spazi per il potenziamento dei servizi. Attualmente il porto è utilizzato da barche di stanza stagionale, con bassa incidenza sull’economia turistica. L’orientamento alla nautica da diporto, da inquadrare nel sistema delle rotte mediterranee, potrebbe vivacizzare l’attrazione turistica complessiva, con evidenti ritorni economici sulle attività (commerciali, ricettive e di servizio) della città. La collocazione del nuovo assetto del porto nella categoria delle “marine” richiede la tipica dotazione di strutture complementari ricettive, ristorative e commerciali, in aggiunta ai servizi strettamente nautici, senza tuttavia, configurare una enclave segregata e privatizzata, ma mantenendo ampia accessibilità per costituire il luogo centrale del quartiere occidentale. Questo carattere di luogo collettivo si potrà rafforzare con la predisposizione di siti per gli spettacoli all’aperto. Perciò il progetto non potrà non considerare, oltre all’area portuale in senso stretto le aree circostanti atte ad ospitare gli impianti e i servizi necessari, nonché le modificazioni prevedibili per la viabilità e i trasporti d’accesso.

Stazione e dintorni: poiché serve un vasto circondario, verso la stazione ferroviaria converge un traffico di accompagnatori e di utenti che usano il sistema park-and-ride, congestionando le strade urbane. Il problema potrebbe essere risolto con un accesso diretto alla suprstrada utilizzando le aree ferroviare dismesse per lo scalo merci. In questa zona sarebbe anche realizzabile un’area per la sosta per i pendolari. Collegando questo accesso con via De Gasperi si alleggerirebbe tutto il traffico sul Lungomare diretto verso il centro e si rafforzerebbe l’asse di connessione centro-stazione come eminente asse commerciale. Il nodo stazione dovrebbe fungere da porta d’ingresso terrestre sulla città per i residenti ed i visitatori, concentrando perciò tutte quelle funzioni che fanno “porta”.

 

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