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Attualità

Vibonati: la festa di Sant’Antonio Abate secondo tradizione

La festività di Sant'Antonio Abate a Vibonati, tra fede e tradizione.

Di: Cinzia Sapienza
Pubblicato il: 17/01/2016
Aggiornato il: 17/01/2016
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La festività di Sant’Antonio Abate a Vibonati, tra fede e tradizione.

La festa religiosa più importante che si celebra a Vibonati è senz’altro quella di Sant’Antonio Abate, che si festeggia il 17 gennaio. Da sempre, l’8 gennaio inizia la “novena”. Il 16 gennaio, invece, dopo la novena le campane suonano ogni ora, e ai primi rintocchi si sparano dei botti in onore del Santo; davanti alla chiesa si fa la veglia, si accende il fuoco, e si riuniscono tante persone, soprattutto giovani, fino all’alba. In genere, si mangiano pasta e fagioli, salame e salsicce. Il giorno precedente la festa, vi è, inoltre, una fiera per le strade del paese. Mentre Il 17 gennaio, giorno della grande festa, al mattino si celebrano tre messe, l’ultima delle quali è la più solenne. Dopo la messa la statua di S. Antonio viene portata a spalle per tutto il paese. Questa processione è molto suggestiva: ad essa partecipa tutta la popolazione e anche molte persone provenienti dai paesi limitrofi e dall’estero; attraversa tutte le vie del paese soffermandosi davanti alle case dei devoti, i quali lasciano la loro offerta chiedendo grazie al Santo, e dura fino al tardo pomeriggio intorno alle diciassette. Allora , i fedeli fanno ritorno alle loro case per pranzare. Ma i preparativi per la festa, in realtà., cominciano molto tempo prima: due o tre mesi prima, difatti, si raccolgono i soldi per gli spettacoli pirotecnici che accompagnano tutta la processione, e per i “fuochi di notte” a conclusione della giornata. Fino a qualche anno fa, pertanto, sul sagrato della chiesa venivano portate anche offerte di animali, e del fuoco. Dopo otto giorni dalla festa, infine, si celebra la cosiddetta “ottava”, e finita poi la cerimonia religiosa, la statua di S. Antonio viene portata sul sagrato della chiesa quasi a voler salutare gli abitanti del borgo, e la sera si ripete lo spettacolo dei fuochi di notte; la statua viene deposta definitivamente nella nicchia situata nell’altare, e lì rimarrà fino all’anno successivo. Da alcuni anni la festa si celebra anche in Venezuela, dove i vibonatesi ripetono esattamente lo stesso cerimoniale della processione, e dei fuochi. Nel repertorio delle tradizioni locali riguardanti la Festitivà, vi è anche una preghiera in dialetto vibonatese: “Sand’Andoniu”.

“Sant’Antonio”

Sant’Antonio, caro avvocato
dai cieli fosti amato
fosti amato appresso Gesù
In cielo e in terra l’amasti tu.
Sei il nostro protettore.
Chi ci vuole del male, abbia paura
In cielo e in terra, paura ci sia.
Sant’Antonio bello.

GIORNATA NAZIONALE DEL DIALETTO – TRADUZIONE IN LINGUA LOCALE

Lìunati: la festa ri Sand’Andonio Abate sicundu tradiziune

La festa riligiusa cchiù ‘mbortande ca si celebra a Lìunati è sicuramende chidda ri Sand’Andonio Abate, ca si fistiggia lu 17 ri gennaiu. Da sembi, l’8 gennaiu accumencia la “nuvena”. Lu 16 gennaio, ‘nvici, roppu la nuvena i campani sonano ogni ura, e a li primi rinducchi si sparanu li botti ppi lu sando; nnanzi a la chiesa si faci la veglia, si appiccia lu fuocu, e si riuniscono tande pirsune, soprattutto giuvani, fino a l’alba. In genere, si magnanu pasta e fasuli, salame e sauzicchie. Lu juornu prima ri la festa, ‘ng’è, inoltre, ‘na fera ppi li ruve ri lu paisi. ‘nvici lu 17 gennaiu, juornu ri la grande festa, la matina si fanu tri misse, l’utima ri chieste è ‘a cchiu solenne. Roppu la missa la statua ri Sand’Andoniu veni purtata a spadde ppi tuttu lu paisi. Chista prucessiune è tandu suggestiva: a issa participanu tutta la pupulaziune e puri tandi pirsune ca veninu ra paisi vicini e da fora; passa pi tutti li vie ri lu paisi firmandusi annanzi a li casi ri li devoti, ca lassanu la loro offerta chierennu grazie a lu Sandu, e dura finu a lu tardu pumeriggiu ‘ndornu a li diciassetti. Allora, li fedeli fanu ritornu a li loru casi ppi pranzà. Ma li priparativi ppi la festa, in realtà, ‘ngumenzano molto tiembo prima: rui o tri misi prima, rifatti, s’accucchianu li sordi pi li spettacoli pirotecnici ca accumbagnanu la prucessiune, e ppi li “fuochi ri notte”a cunglusiune ri la jurnata. Finu a quacchi annu fa, pertando, ‘ngoppa a lu sagrato ri la chiesa vinìanu purtate puru offerte ri animali, e nu pocu ri fuoco. Roppu ottu juorni ra la festa, infine, si celebra la cusidditta “ottava”, e finita poi la cirimonia riligiusa, la statua ri Sand’Andoniu veni purtata ‘ngoppa a lu sagrato ri la chiesa quasi a voler salutare li abitandi ri lu borgu, e la sira si rifaci lo spettacolo ri li fuochi ri notte; la statua veni deposta definitivamente ‘nda la nicchia ca stai ‘nda l’altari, e ‘ddà rimani finu a l’annu appriessu. Ra alcuni anni la festa si faci puru in Venezuela, addù li vibunatisi ripetono esattamente lu stissu cerimoniale ri li fuochi, e ri la prucessiune. ‘Nda lu repertoriu ri li tradiziuni lucali riguardandi la fistività, ‘ng’è puru ‘na preghiera in dialettu vibunatisi: Sand’Andoniu.

Sand’Andoniu

Sand’Andoniu, caru avvucatu
da li cieli fusti amatu
fusti amatu appriessu a Gesù
n’gielu e n’derra l’amasti tu.
Sì lu nostu prutetture.
Chi mali ‘ngi voli, paura n’gi sia
Sand’Andoniu bellu.

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