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Roscigno Vecchia, firmato protocollo di intesa per Rete regionale dei borghi abbandonati

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Roscigno Vecchia, firmato protocollo di intesa per Rete regionale dei borghi abbandonati

ROSCIGNO. Roscigno Vecchia è stato inserito in un percorso di borghi abbandonati che comprende tre regioni, Lazio, Campania, Basilicata ed un unico obiettivo: risollevare le sorti dei borghi abbandonati situati lungo l’asse Roma-Matera, raggiungendo così la capitale europea della cultura 2019. A firmare il protocollo di intesa il vice sindaco di Roscigno, Bruno Ruotolo, che sabato 20 giugno, unitamente ad altri comuni della Campania, si è recato a Conza, in provincia di Avellino per aderire all’iniziativa.

bruno_ruotolo“La costituzione della Rete regionale dei borghi abbandonati della Campania, potrà rappresentare un primo step programmatico che offrirà, tra l’altro, l’opportunità di interagire con iniziative similari avviate nelle regioni Basilicata e Lazio, ipotizzando la costruzione di una rete interregionale dei borghi abbandonati che potrà collocarsi quale offerta turistico-culturale mirata in prospettiva del 2019, anno in cui Matera, che ha saputo trasformare la sua lacerante storia di abbandono, in una occasione di riscatto culturale ed economico, rivestirà il ruolo di Capitale della Cultura europea- spiega il vice sindaco Bruno Ruotolo- Al contempo,creare una strategia di sviluppo al fine di una crescita sociale ed occupazionale, rilanciare azioni locali innovative e di sistema per garantire una rete di servizi essenziali per la popolazione residente e per i turisti, migliorando la qualità e l’accessibilità dei luoghi, valorizzando il patrimonio storico, culturale, architettonico ed ambientale per contribuire ad innescare meccanismi di sviluppo economico e sociale”.

In tale ottica, i comuni di Centola (Sa), Romagnano al Monte(Sa), Roscigno(Sa), Aquilonia(Av), Conza della Campania(Av), Melito Irpino(Av), Apice(Bn), Cerreto Sannita(Bn), Tocco Caudio (Bn), San Pietro Infine(Ce) hanno avviato e concluso le attività preliminari per valutare la fattibilità della costituzione della “Rete regionale dei borghi abbandonati della Campania”, un progetto che si inserisce nell’attuazione della Strategia Europa 2020,per una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva, approvata dal Consiglio Europeo a giugno 2010, che intende concorrere all’attuazione delle relative linee di intervento della programmazione nazionale e regionale2014 – 2020, che attribuiscono alle azioni di sviluppo locale di tipo partecipativo un rafforzato impegno nell’ambito della politica europea di coesione e sviluppo territoriale.
La pensa diversamente il consigliere di Minoranza Domenico Stasio, che nel Consiglio Comunale ultimo scorso non ha dato il parere favorevole a tale iniziativa.

domenico_stasio“E’ da tempo che sostengo una posizione chiara e semplice su Roscigno Vecchia: si continua a pensare che data l’esperienza che la nostra comunità ha maturato negli anni possiamo ergerci a coordinatori di progetti che comprendono anche altri paesi e nello specifico al progetto in rete di borghi abbandonati.- spiega Stasio- In realtà io penso che se non risolviamo prima le nostre problematiche e cioè rendere abitabili, fruibili ed utilizzabili gli immobili di Roscigno Vecchia, annullando o modificando le leggi che ne hanno imposto lo sgombero, è inutile pensare ad altro e sprecare risorse che potrebbero essere utilizzate da chi ha, nella testa e nel cuore, un progetto organico di sviluppo. Il nostro paese aspetta da anni un centro storico riconosciuto attraverso il PUC (piano urbanistico comunale), uno scorcio di natura e architettura introvabile altrove in cui poter investire e dare vera accoglienza ai turisti che vorranno venirci a trovare, dimenticando le scatole vuote e le operazioni inutili che hanno caratterizzato negli anni il nostro centro storico”.

“Per noi l’adesione al progetto rappresenta una eccezionale opportunità per ridare vita, essenza ed opportunità al borgo antico ed ai nostri concittadini- conclude il vice sindaco Ruotolo- io personalmente poi credo anche in un ulteriore sviluppo dell’area, ovvero farla decretare Zona Franca Urbana. Sarebbe una ricchezza incredibile”

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