Nel cuore pulsante della campagna di Sant’Angelo a Fasanella, incastonata tra i colori vividi del Cilento, sorge la Cappella di San Vito. Un edificio che, nonostante l’attuale inagibilità, continua a rappresentare un tassello fondamentale dell’identità locale e un simbolo di fede che sfida il passare dei decenni.
Le origini e l’architettura della struttura
La costruzione della cappella risale al 1850, anno in cui la famiglia Spinelli ne volle l’edificazione. Dal punto di vista architettonico, l’edificio si presenta con una pianta regolare a unica navata, caratterizzata da un’estetica sobria ma profondamente identitaria. Gli elementi distintivi sono realizzati in pietra e argilla, materiali poveri che conferiscono alla struttura un fascino autentico. Spicca all’esterno il portale in pietra, sormontato da una nicchia ad arco, affiancato da un campanile semplice e lineare. All’interno, il fulcro del sacro è l’altare principale, dove è collocata la statua di San Vito Martire.
Un legame profondo con il territorio
Per la comunità di Sant’Angelo a Fasanella, questa chiesetta non è solo un manufatto storico, ma il custode di una devozione profonda verso San Vito Martire, protettore amato da intere generazioni. Sebbene il borgo sia celebre per siti di risonanza internazionale come la Grotta di San Michele Arcangelo o l’Antece, la Cappella di San Vito rimane una testimonianza preziosa di storia locale e di radici contadine.
Il riconoscimento come Luogo del Cuore FAI
Il valore simbolico e culturale della cappella ha varcato i confini comunali, portando l’edificio a essere censito tra i Luoghi del Cuore FAI. Riscoprire e valorizzare siti come questo significa riconnettersi con l’anima più autentica del territorio cilentano. Come recita il sentimento comune della popolazione locale: “Nonostante il passare del tempo, la sua presenza continua a parlare di noi, della nostra storia e delle nostre radici”.
