“La tutela della salute e dell’ambiente viene prima di ogni cosa. Per questo come Regione Campania abbiamo detto no all’Autorizzazione Integrata Ambientale per le Fonderie Pisano”. Lo afferma il governatore della Campania Roberto Fico che commenta il decreto di rigetto dell’Autorizzazione integrata ambientale alle Fonderie Pisano, notificata dalla Regione Campania “dopo un procedimento rigoroso fondato su valutazioni tecniche e giuridiche puntuali”. Un atto che segna di fatto uno stop decisivo per lo storico stabilimento di Fratte.
Una scelta necessaria
Una scelta definita “necessaria” dall’ente regionale, al termine di un’istruttoria tecnica che ha evidenziato il mancato adeguamento dell’impianto ai limiti emissivi previsti dalla normativa europea. Per l’associazione Salute e Vita, che da anni guida la battaglia dei residenti, “oggi si fa la storia”. Un risultato atteso da tempo, dopo denunce, esposti e mobilitazioni, sostenuto anche da pronunce che hanno riconosciuto l’impatto dell’inquinamento sulla qualità della vita delle persone.
Una punto di svolta
La chiusura viene vista come un punto di svolta per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente in un’area segnata da decenni di convivenza con l’impianto industriale. Di segno opposto la posizione dell’azienda, che contesta la decisione e annuncia battaglia legale. Secondo la proprietà, i tempi per adeguarsi alle nuove prescrizioni non erano ancora scaduti e il percorso avrebbe dovuto essere più graduale e condiviso. Nel frattempo, si apre un nodo cruciale: quello dei lavoratori.
Circa cento operai rischiano il posto, con possibili ricadute anche sugli altri stabilimenti collegati al gruppo. I sindacati parlano di emergenza occupazionale imminente e chiedono un intervento urgente delle istituzioni, tra tavoli di crisi e misure di tutela.