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Sanza, la Cappella di Santo Stefano donata alla comunità riapre

Restaurata la Cappella di Santo Stefano a Sanza: il luogo legato a Pisacane diventa punto d'informazione turistica. Scopri la sua storia.

Di:
Erminio Cioffi
Pubblicato il: 17/08/2026
Aggiornato il: 17/08/2026
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Sanza, la Cappella di Santo Stefano donata alla comunità riapre

Dopo anni di silenzio, la cappella di Santo Stefano torna a vivere e a essere parte integrante della comunità di Sanza. La piccola chiesa, situata all’ingresso del borgo, è stata restituita al pubblico a seguito di un importante intervento di recupero architettonico e valorizzazione, realizzato nell’ambito del progetto “Sanza Borgo dell’accoglienza”.

A rendere possibile questo nuovo capitolo è stato un gesto di grande sensibilità da parte delle proprietarie, eredi della famiglia Bianco, che hanno scelto di donare la cappellina alla comunità. Questo atto di generosità ha consentito all’Amministrazione comunale di avviare il percorso di recupero, restituendo alla collettività un luogo profondamente legato alla memoria locale.

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Il legame con la spedizione di Carlo Pisacane

Santo Stefano rappresenta uno dei luoghi simbolo della tragica spedizione di Carlo Pisacane. A pochi passi dalla struttura si trova infatti il luogo di sepoltura dei 27 uomini caduti a Sanza il 2 luglio 1857. Proprio all’interno della cappella furono portate le spoglie di alcuni dei caduti nel cosiddetto “Vallone dei Diavoli”, ed è qui che gli ufficiali dell’esercito borbonico effettuarono il riconoscimento della salma di Pisacane.

Secondo le ricostruzioni storiche, sempre nella cappella fu eseguito l’esame autoptico sul corpo del patriota da parte delle autorità del Regno, prima che le salme venissero mezza cremato e le ceneri sepolte nell’adiacente cimitero. Un luogo che conserva una memoria straordinaria e che oggi torna a essere pienamente fruibile.

La cerimonia di inaugurazione e i partecipanti

La riapertura al pubblico è stata celebrata con una cerimonia ufficiale e il tradizionale taglio del nastro. All’evento sono intervenuti il sindaco di Sanza, Vittorio Esposito, Daniela Bianco in rappresentanza della famiglia donatrice, il parroco don Giuseppe Spinelli, il professor Stefano De Mieri, storico dell’arte e docente all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, e il giornalista Lorenzo Peluso.

Da luogo di memoria a centro di accoglienza turistica

Il recupero di Santo Stefano non si limita alla pura conservazione del passato. La cappella assume una nuova funzione pratica e diventa il Centro di Informazioni Turistiche e Culturale del borgo, uno spazio pensato per accogliere visitatori e cittadini e per promuovere il patrimonio storico, culturale e paesaggistico di Sanza.

La struttura si propone così come un nuovo punto di riferimento per chi giunge nel paese, una vera e propria porta d’ingresso all’identità locale. L’obiettivo dell’iniziativa è trasformare la memoria storica in un volano di sviluppo capace di generare conoscenza, accoglienza e turismo sostenibile.

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