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Cilento

Al via la rassegna teatrale del “Cilento Festival – Pollica”: ecco tutti gli appuntamenti in programma

Gli appuntamenti prenderanno il via domani, 26 settembre e termineranno il 2 novembre

Comunicato Stampa
25/09/2025 6:20 PM
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Brancaccio e Marzano

Dopo l’anteprima con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini a Castellabate, interpreti di Caro Pier Paolo, tratto dal testo di Dacia Maraini, il Cilento Festival – Pollica è pronto a ripartire con una quinta edizione che sarà caratterizzata dai più raffinati protagonisti del palcoscenico italiano.

Il programma

Il progetto, fortemente voluto dal fondatore e direttore artistico Girolamo Marzano, prenderà il via il 26 settembre a Pioppi (teatro sala Keys) con Mario Brancaccio in Due mariti per fortuna. Tratto dal romanzo di Jeorge Amado “Dona Flor e i suoi due mariti”, lo spettacolo vedrà in scena insieme a Brancaccio, Simona Esposito, Enzo Attanasio, Rosario Russo, Roberta Esposito. La bella e affermata cuoca Fortuna Sardella, sposa in seconde nozze il farmacista caprese Teodoro Patella, uomo meticoloso e flemmatico. I due arrivano nella loro casa di Capri il giorno del matrimonio pronti a trascorrere la prima notte. Tutto sembra svolgersi secondo le previsioni, quando una infausta seduta spiritica del fratello di Teodoro, tale zi’ Alfonso ‘o Sarracino, noto mago di Capri, fa tornare dall’aldilà il primo marito di Fortuna, Tony Guarracino. Il fantasma, visibile solo a lei, è riapparso per compiere un suo intimo desiderio: giacersi con la moglie almeno una volta! La trama si dipana tra situazioni comiche e paradossali con un finale tutto dedicato ai sogni talvolta impossibili delle donne.

Il 28 settembre, sempre a Pioppi (teatro Sala Keys), sarà la volta di Edoardo Siravo in Moby Dick. La storia, avventurosa e fantastica del romanzo di Melville è celebre: il capitano Achab, comandante della baleniera Pequod, ha avuto una gamba sradicatagli via da una balena di enormi dimensioni e sconfinata forza, Moby Dick, dall’insolito colore bianco. Da quel momento, lo scopo supremo della sua esistenza è diventata la ricerca del “mostro bianco” che lo ha menomato per sempre e perpetrare la propria vendetta uccidendolo. Quando riuscirà a raggiungere Moby Dick, però, in un duello mortale sarà lui a perdere la vita e l’intera nave verrà distrutta. In questo racconto di Massimo Vincenzi, il capitano Achab ripercorre la sua intera esistenza, dall’infanzia sino alla caccia finale alla mitica creatura marina, che in questa ricerca simbolica e inafferrabile, sembra essere, in una proiezione metaforica di significati, l’idea stessa di Dio. L’appuntamento vuole essere un omaggio all’autore e giornalista, Massimo Vincenzi, a cinque anni dalla sua prematura scomparsa.

Il 2 ottobre si riprende con un evento speciale al Palazzo della Cultura di Vallo della Lucania con Amina di Mariella Marchetti, con Mario Brancaccio, Simona Esposito e le immagini di Amaranta Cirillo. Tutto parte da una lettera degli alunni del liceo classico Parmenide in occasione di una manifestazione dedicata ad Enea e al tema dell’accoglienza dei profughi. “Per rendere viva questa tematica, per poterla far toccare con mano ad adolescenti che, non per colpa loro, la percepiscono come lontana dal loro mondo, ho scritto questo testo, dando voce ad Amina: una bambina immaginaria, che può però verosimilmente rappresentare i sogni – molto spesso infranti – di migliaia di bambini che hanno lasciato, e continueranno a lasciare, le loro case e i loro affetti, per raggiungere luoghi in grado di restituire loro serenità, una casa, la pace, il cibo, l’istruzione”, ha sottolineato Marchetti.

Il 4 ottobre Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci in The prudes di Antony Neilson con la traduzione di Natalia di Giammarco. Jessica e James stanno insieme da nove anni, negli ultimi sei hanno convissuto e da quattordici mesi non fanno sesso. I due protagonisti si presentano al pubblico chiarendo subito di non appartenere alla categoria dei prudes. Adesso sono lì seduti attorno ad un tavolo a sorseggiare del buon vino, cercando di chiarire il perché siano giunti a questo status. Nei siparietti che si creano cercano di capire e spiegare perché il desiderio dell’uno verso l’altro sia scemato e come l’originaria passione si sia stemperata negli anni. Si crea un gioco da psicodramma in cui ognuno cerca di giustificare il proprio comportamento. Affiorano vecchie ruggini, cose non dette o comprese male, argomenti che feriscono entrambi, vacanze in Spagna in bianco, oppure banalità, come il cigolio d’una porta o il rumore dell’infradito, sufficienti per bloccare i loro approcci sessuali.

Il 10 ottobre grande attesa per il premio Ubu Saverio La Ruina in Italianesi. Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia.

Il 18 ottobre ci sarà Alex Cedron con Bullet Catch, di Rob Drummond per la regia di Massimiliano Cividati. Bullet Catch è uno spettacolo che combina magia, illusione e dramma psicologico. Durante la rappresentazione, il pubblico viene coinvolto attivamente, con uno spettatore scelto ogni sera per eseguire il leggendario e pericoloso trucco del Bullet Catch, il più pericoloso numero di magia mai realizzato, in cui un mago cattura con i denti un proiettile sparato da una pistola. La tensione cresce mentre esploriamo i temi del libero arbitrio, della responsabilità, del credere e della connessione umana, portando tutti a chiedersi: quanto sarebbe importante scegliere la persona giusta se sai che la tua vita dipenderà da quella persona? Il mix di suspense, coinvolgimento emotivo e magia fa sì che ogni replica sia unica ed imprevedibile. Il pubblico rimane con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo, mentre lo spettacolo li invita a riflettere sul potere delle nostre scelte e su quanto siamo realmente liberi.

Rosalba Di Girolamo e Enzo Attanasio sono invece i protagonisti di Chisciò e Panza, previsto in calendario per il 26 ottobre. Chisciò e Panza è viaggio dove si intrecciano guerra e pace, immaginazione e realtà, un viaggio interiore che invita gli spettatori a riflettere sull’importanza di individuare la propria missione di vita per costruire la pace in un mondo oggi più che mai pericolosamente minacciato. Chisciò e Panza è una riflessionesull’essere umano, sul lavoro dell’artista, sul valore dell’amicizia, del sogno e della speranza, fatta alla luce della terribile guerra in atto in Palestina e delle ombre che avanzano dal Nuovo Impero d’Occidente. E’ una riflessione sul potere rivoluzionario del Sogno come forma di resistenza contro le forze che minacciano l’Umanità.

Si prosegue il 31 ottobre con Infiniti mondi scritto e diretto da Aurelio Gatti con Mario Brancaccio e Lucia Cinquegrana. Cosa fa di Giordano Bruno materia di teatro? Oltre “Il Candelaio” e l’incontro con letterati e scrittori tra cui Shakespeare , è innanzitutto quella «filosofia virile e impaziente tutta piena di ‘furor eroico’ per la ricerca del vero, e di ‘fastidio’ per i perditori di tempo» che fa di Giordano Bruno argomento e ingrediente del Teatro. Quell’urgenza di fronte all’evidenza, l’irrefrenabile sete di indagine, la forza di scolpirsi addosso quesiti e sentimenti, anche contrastanti, a costo di perdere ogni salvifica soluzione.

Una filosofia e una corrispondente “azione” che scompaginano ogni tradizione e consuetudine mettendo al centro l’irriducibilità e la natura di ogni singolo elemento. Gino Auriuso, Stefano Sarcinelli e Ivano Falco, saliranno sul palco il primo novembre con Di padre ce n’è uno solo? di Riccardo Barbera. Un’indagine sociologica semiseria sulla paternità, un esperimento sociale che vede coinvolto il pubblico, che sarà stimolato a scoprire nuovi appellativi da dare ai padri, arricchendo così la classificazione e le caratteristiche che gli attribuiscono gli psicologi. Un patchwork teatrale con un ritmo incalzante dettato dai tre protagonisti che attraverso le parole di Valentin, De Filippo, Kafka ci porteranno nell’intricato mondo della paternità fatto di amori, complessi, scontri e incontri. Cos’è oggi un padre? Chi è oggi un padre? I papà di questi anni sono un po’ imbranati, goffi, inadeguati, fanno anche tenerezza; cercano il loro posto nel mondo tra la fine del patriarcato e l’inizio di qualcos’altro. Gli attori, grazie alla loro vis ed ecletticità spaziano tra vari generi attraverso uno slalom che li porta a piroettare tra il dramma e la comicità; un’altalena di emozioni incastonate in una miscellanea di atmosfere per condurre lo spettatore in questo “itinerario paterno”.

Si chiude il 2 novembre con Elena Arvigo in Appunti per il futuro, tratto da alcuni testi di Svetlana Aleksievich (Una Battaglia persa, Preghiera per Chernobyl ,La guerra non ha un volti di donna,Solo l’amore salva dall’ira), di Anna Politkovskaja (Un Piccolo angolo di inferno, Cecenia,il disonore russo), Marguerite Duras (Quaderni della Guerra , Il Dolore), Simone Weil (Il libro del potere), Wolf Bierman (Otto Lezioni) e alcune lettere – documenti. Appunti per il futuro è un coro di voci – e dalla trama dei ricordi emerge una nuova narrazione degli eventi – non storie di vincitori e vinti – di torti e ragioni ma dei sentimenti di chi racconta. Dalla trama dei ricordi e delle testimonianze si forma una ideale staffetta per coltivare la necessità della memoria .

La melodia di queste voci si concentra sulla dimensione umana. La Grande storia si rivela con nuove parole attraverso la trama dei ricordi, addentrandosi nelle testimonianze delle persone, con le loro storie, emozioni, sentimenti .Il festival è promosso dall’associazione culturale Michelangelo, con la collaborazione artistica di Paolo de Santillana.

Le info utili

Tutti gli spettacoli inizieranno alle 19.15 e si snoderanno tra Pioppi, Pollica, Castellabate, Stella Cilento, Vallo della Lucania.

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