A Eboli, una chat WhatsApp utilizzata da un gruppo di ragazzini – presumibilmente undicenni – è finita al centro di un caso che sta facendo discutere. Il gruppo, nato per scambiarsi compiti e comunicazioni scolastiche, è stato infatti utilizzato per condividere una gif dal contenuto sessualmente esplicito, del tutto inadatta all’età.
L’indignazione dei genitori
Il gruppo, gestito, pare da una undicenne e privo di supervisione adulta, ha suscitato indignazione tra genitori, insegnanti ed autorità. Il fatto si è diffuso in città, lasciando tutti sgomenti. L’episodio ha evidenziato la vulnerabilità dei minori e la necessità di maggiore controllo, in un mondo sempre più informatizzato.
Il caso di Eboli riapre il dibattito sull’importanza di un’educazione digitale che coinvolga scuola e famiglie, con l’obiettivo di fornire ai ragazzi competenze e regole chiare per un uso sicuro e responsabile della tecnologia.
