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Vallo: due interventi in due giorni: lieto fine per un 51enne

Ad un 51enne è stato asportato un rene e rimossa una voluminosa metastasi al fegato. L'intervento presso la Clinica Cobellis di Vallo

Di:
Redazione Infocilento
Di:Redazione Infocilento
La redazione di InfoCilento è composta da circa trenta redattori e corrispondenti da ogni area del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E' questa la vera...
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Pubblicato il: 26/07/2022
Aggiornato il: 26/07/2022
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Clinica Cobellis

VALLO DELLA LUCANIA. Epilogo a lieto fine per un 51enne che, a distanza di pochi giorni, è stato sottoposto a due interventi presso la casa di cura Cobellis. Con l’utilizzo della chirurgia laparoscopica si è avuta l’asportazione di un rene e con quella robotica l’asportazione di una voluminosa metastasi al fegato.

Insieme alla chirurgia laparoscopica, quella robotica è uno dei fiori all’occhiello della Casa di cura Cobellis, punto di riferimento regionale e non solo, per l’utilizzo di questa tecnica nel trattamento delle neoplasie.

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Doppio intervento per un 51enne presso la Casa di Cura Cobellis di Vallo della Lucania

L’ultimo intervento, in ordine di tempo, è stato effettuato su un paziente con tumore renale destro che presentava anche una voluminosa metastasi al fegato. Giovanni, questo il nome del 51 enne, è stato operato dall’urologo dott. Aniello Cavaliere, direttore dell’Unità Funzionale di Urologia, per l’asportazione del rene con tecnica laparoscopica e, dopo appena due giorni è tornato in sala operatoria dove il Prof Cristiano Huscher, con la tecnica robotica, gli ha asportato una voluminosa metastasi al fegato. Il Prof Huscher, Direttore della Chirurgia Oncologica Robotica e Nuove Tecnologie della Clinica Cobellis, utilizzando il Robot Da Vinci di ultima generazione, ha potuto asportare la metastasi senza alcuna perdita di sangue.

Il paziente a soli due giorni dall’intervento robotico ha potuto essere dimesso. Di certo non è comune subire due interventi, peraltro anche abbastanza complessi, in soli due giorni, ma di certo questo è possibile grazie alla dotazione strumentale di altissima qualità e di nuovissima generazione della Cobellis ed all’alta specializzazione dei chirurghi e del personale sanitario che li assiste.

Il commento

«La coordinazione tra urologia e chirurgia robotica apporta notevoli vantaggi perché porta alla risoluzione di gravi patologie che interessano sia il distretto urologico che quello chirurgico. – dichiara il dottor Aniello Cavaliere – E’ quanto abbiamo applicato eseguendo l’intervento in laparoscopia per le grandi dimensioni della neoplasia che ha richiesto l’asportazione del rene destro e quindi in un secondo momento, procedere con la chirurgia robotica».

«È importante ricordare che la chirurgia robotica consente la resezione multiorgani e che, unita alla ricostruzione tridimensionale degli organi, è in grado di eseguire interventi molto complessi con minimo trauma per i pazienti. Tale tecnica è di particolare importanza nel fegato nel pancreas ed in chirurgia polmonare», ha precisato il prof. Huscher.

I vantaggi delle tecniche utilizzate

Sono diversi i vantaggi di questa tecnica: innanzitutto non si formano aderenze; eseguendo la procedura col robot, usufruiamo dell’intelligenza artificiale per avere una “visione tridimensionale” dell’organo, rendendolo trasparente e consentendone la navigazione all’interno: questo ci consente di asportare fino a 6/7 metastasi, anche di dimensioni micro e comunque non visibili all’occhio umano.

«L’altra particolarità è che eseguendo la manovra di Pringle, occludendo meccanicamente la vena porta e l’arteria epatica, lavoriamo su un organo asciutto e“pulito” ed inoltre non si formano aderenze.
L’aspetto positivo è che l’intervento è ben tollerato dal paziente che non deve osservare lunghi digiuni, se non quello prima dell’intervento e qualche ora nel post operatorio. Nel caso specifico di Giovanni, un altro aspetto positivo è la riduzione del trauma chirurgico, “spezzato” in due tempi, con l’intervento in chirurgia laparoscopia prima e poi con quella robotica, riuscendo così ad essere meglio tollerato
», conclude il prof.Huscher

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