Logo InfoCilento
  • Live TV Canale 79
  • Pubblicità
Newsletter
  • Attualità
    AttualitàMostra di più
    Roccagloriosa panorama
    Roccagloriosa: incentivi alle nuove attività commerciali nei centri storici, ecco il regolamento
    5 Febbraio 2026
    Temporali
    Maltempo: nuovo avviso di allerta meteo per temporali e vento forte
    5 Febbraio 2026
    Carnevale 2026 a Capaccio Paestum: scattano i divieti per tutelare sicurezza e decoro
    5 Febbraio 2026
    lido estate
    Concessioni balneari, la Cassazione conferma lo stop alle proroghe automatiche: scatta il reato di occupazione abusiva
    5 Febbraio 2026
    Caggiano, ambulatorio virtuale
    Caggiano, sanità più vicina ai cittadini: in allestimento il nuovo ambulatorio virtuale di comunità
    5 Febbraio 2026
  • Cronaca
    CronacaMostra di più
    Dopo l’ennesima rapina nel centro storico di Salerno, cresce l’allarme sicurezza
    5 Febbraio 2026
    Rapina in un tabacchi di Salerno, arrestati due stranieri
    5 Febbraio 2026
    Allarme furti a Capaccio Paestum: a InfoCilento parlano i cittadini
    5 Febbraio 2026
    Carabinieri auto
    Bellizzi, officina trasformata in centrale del riciclaggio: scatta il sequestro dei Carabinieri
    5 Febbraio 2026
    Incidente Giuseppe Malzone
    Incidente mortale ad Agropoli: disposta l’autopsia sul corpo di Giuseppe Malzone
    5 Febbraio 2026
  • Politica
    PoliticaMostra di più
    Battipaglia: lunedì la presentazione della nuova Giunta. Eboli nel caos
    5 Febbraio 2026
    Promozione per i vigili che fanno le multe? Ecco cosa sta accadendo a Sapri
    5 Febbraio 2026
    Eboli, Municipio blu
    Eboli, Sinistra Italiana lancia l’allarme: serve una svolta politica contro l’immobilismo
    5 Febbraio 2026
    Andrea Vricella
    Italia dei Diritti De Pierro, 10 miliardi per l’Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, ma Vallo di Diano e Alburni esclusi
    5 Febbraio 2026
    Annalisa Spera
    Battipaglia, Spera attacca la maggioranza: «Immobilismo totale, zero visione e trasformismi senza scrupoli»
    5 Febbraio 2026
  • Curiosità
    CuriositàMostra di più
    Umberto Luciano Altomare
    Teggiano: 40 anni fa moriva monsignor Umberto Altomare
    3 Febbraio 2026
    Porto Camerota
    Il New York Times celebra Marina di Camerota: la storia del legame con il Venezuela conquista l’America
    3 Febbraio 2026
    Carnevale
    Febbraio, il mese della purificazione tra riti antichi e colori del carnevale
    2 Febbraio 2026
    San Biagio
    San Biagio: storia, miracoli e la tradizione del 3 febbraio
    2 Febbraio 2026
    Candele Candelora
    La Candelora tra riti antichi e previsioni meteo: la luce che annuncia la primavera
    1 Febbraio 2026
  • Sport
    SportMostra di più
    Salernitana: domani l’anticipo a Cerignola, le ultime di formazione
    5 Febbraio 2026
    Vela
    Agropoli, Comune Europeo dello Sport 2027: la vela giovanile al centro del percorso
    5 Febbraio 2026
    Calcio: Alberto Barlotti firma per l’Avellino. Si rinnova l’asse Capaccio – Irpinia
    4 Febbraio 2026
    Giuseppe Capasso, Atletica Agropoli
    Atletica Agropoli, weekend di successi: Capasso e Hernandez Tartabull centrano i minimi per gli Italiani
    4 Febbraio 2026
    Sport, prima categoria: alla scoperta del Quadrivio di Campagna. A InfoCilento parla Jacopo Elia, direttore della squadra
    3 Febbraio 2026
  • Eventi
    EventiMostra di più
    Mani cuore
    Battipaglia: nasce il Rotary Club Tuscianum 1929
    5 Febbraio 2026
    Venezuela
    Democrazia e migrazioni: a Camerota il dialogo internazionale con l’ex deputata venezuelana Magallanes
    3 Febbraio 2026
    Ricette chef
    Festival Agrichef 2025-2026: la cucina contadina campana protagonista. A Capaccio la finale
    3 Febbraio 2026
    Liceo Classico e Musicale Agropoli
    Referendum sulla giustizia: un dibattito con gli studenti del liceo “Gatto” di Agropoli
    2 Febbraio 2026
    Borgo Innamorati Agropoli
    Ad Agropoli per San Valentino torna il Borgo d’Oro degli Innamorati
    2 Febbraio 2026
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Logo InfoCilento
CANALE 79
Live
Cerca un articolo
  • Attualità
  • Cronaca
  • Politica
  • Curiosità
  • Sport
  • Eventi
  • Video
  • Turismo
  • Contattaci
Seguici

Le “Incollettatrici” e il Fico Bianco D.O.P. del Cilento

Il Fico Bianco del Cilento è stato per oltre un secolo il prodotto di eccellenza della nostra agricoltura

Ernesto Apicella
25/08/2020 9:30 PM
Condividi

Siamo ad ottobre e nel Cilento, in questo periodo, numerose aziende locali stanno lavorando il delizioso Fico Bianco D.O.P. essiccato. La produzione, in termini di quantità, è dignitosa, ma non certo paragonabile, purtroppo, a quella della prima metà del 1900. Il Fico Bianco di Agropoli e del Cilento è stato per oltre un secolo il prodotto di eccellenza della nostra agricoltura. Il “pane dei poveri”, come veniva chiamato il fico essiccato, essendo un cibo economico, di buona conservazione, con alto contenuto calorico, veniva consumato, prevalentemente, dalle famiglie povere. In ogni casa c’erano dei cassoni pieni di fichi secchi di seconda (mezzo fico) e terza scelta (fichi di scarto).

L’aumento della produzione dei fichi secchi si ebbe quando, per le loro caratteristiche, divennero il pasto principale dei nostri emigranti sulle navi, nei lunghi viaggi oceanici. Di conseguenza,   aumentò l’esportazione, sia per accontentare gli emigranti italiani, sia per conquistare commercialmente nuovi mercati. L’aumento della richiesta di fichi secchi indusse i produttori locali ad intensificare la coltivazione delle piante da fico con la varietà  Dottato,il fico più bello del mondo, migliorando, così,anche la qualità del prodotto.

Leggi anche:

Agropoli, AVIS: ecco il calendario delle raccolte sangue per febbraio 2026

I fichi furono introdotti nel Cilento nel VI sec. a.C. dai Greci.Nel periodo romano, come raccontavano, Catone e Varrone, erano il cibo dei contadini cilentani e lucani. Nel 1486 il “Quaterno” doganale delle marine del Cilento documentava l’esistenza di un fiorente traffico di commercio dal Cilento per i mercati italiani.

Ad Agropoli, nel 1850 iniziò a lavorare e a commercializzare il prodotto il Cav. Antonio Scotti. Nel 1882 la ditta “Davide Pecora e figli” iniziò la vendita di frutta secca, vini ed oli del Cilento, con speciale menzione per i fichi secchi. Dopo qualche anno i fratelli Pecora aprirono una sede commerciale a Yonkers nello Stato di New York.

Nel 1888 fu la volta dell’azienda di Ignazio Botti, grande produttore, che esportò il dolce nettare in Europa e negli Stati Uniti. Seguirono nei primi decenni del 1900 le ditte di  Avenia-Siniscalchi, F.Rossi, Sarnicola, A.Liquori, Alfonso e Vito Benincasa, Antonio Voso ed altri produttori cilentani di Prignano, Torchiara, Ogliastro, Castellabate, etc. Dopo la seconda guerra mondiale, la ditta Noberasco di Albenga aprì uno stabilimento ad Agropoli in società con Antonio Voso, ditta che, in seguito, si chiamerà Murano. La ditta Liquori sarà acquistata dalla ditta Risoli. Questi, più o meno, erano i produttori di Fichi Secchi ad Agropoli fino agli inizi degli anni sessanta.

La raccolta dei fichi freschi avveniva ad agosto ed era curata dalle “Ficaiole”, ragazze che raccoglievano con molta cura i fichi sugli alberi.

Seguiva l’essiccazione naturale al sole con i fichi adagiati sulle “inestre” nell’aia del podere.

Le fasi successive della produzione consistevano  nello sceverare, lavare e pulire, selezionare per tipi e qualità, lavorare e confezionare i fichi secchi. In base alle richieste il confezionamento era fatto in fogli di carta, in seguito, di cellofane o in artistiche scatole di latta.

La preparazione  dei fichi secchi era affidata alle mani esperte e delicate delle donne cilentane chiamate“incollettatrici”. Le“incollettatrici”erano le donne di casa, di tutte le età, abili al lavoro, impiegate, da settembre a dicembre, nella lavorazione dei fichi secchi. Lasciavano di buon’ora il focolare domestico e dedicavano l’intera giornata al lavoro. Ovviamente non c’era paga sindacale, gli orari superavano le otto ore, etc. In compenso si lavorava in un ambiente familiare; si usciva di casa, cosa difficile per le ragazze a quei tempi; le mamme portavano a casa qualche lira per migliorare l’economia della famiglia e le ragazze per acquistare il corredo per il proprio matrimonio.

Varie le specialità: Fico pelato, fichi grossi, sbucciati, bianchissimi, ricoperti da un velo di zucchero; ‘mpaccati e  infornati ,fichi al forno leggermente dorati, infarciti di mandorle tostate, con leggero aroma di semi di finocchio o piccoli pezzi di buccia di cedro o arancio, tra foglie di lauro e artisticamente infilzati da legnetti;  ‘mpaccati, morbidissimi fichi pressati e costretti in piccole forme, come torroni e confezionati con il cellofane. Oggi sono di moda ricoperti di cioccolato fondente.

Le incollettatrici, a volte, inserivano di nascosto nelle confezioni un bigliettino augurale o di saluto con le proprie generalità. Il sogno era di trovare il principe azzurro ed in qualche occasione il sogno diventava realtà.

L’idea dei bigliettini fu ripresa con grande successo dalla Perugina per i suoi Baci.

I fichi confezionati, in base alla destinazione, erano spediti dal porto e dalla stazione di Agropoli, o partivano con carri trainati dai buoi e dai cavalli.

Le aziende di produzione dei fichi  di Agropoli e del Cilento parteciparono a numerose Mostre e Fiere in tutto il Mondo, conquistando premi ed onorificenze per la bontà, la qualità e il confezionamento del prodotto.

Dagli anni settanta del ventesimo secolo, la vendita del Fico Bianco del Cilento, purtroppo per vari motivi, è calata. Nel 2002, l’assegnazione al Fico Bianco del Cilento di prodotto D.O.P. ha stimolato le aziende produttrici locali ad attuare un  rigoroso protocollo di lavorazione artigianale con l’utilizzo esclusivo di fichi locali. Oggi, come ieri, il prodotto, dalla pianta alla lavorazione, non subisce trattamenti chimici durante le varie fasi di produzione. Da questo ritorno al passato è nato un prodotto di alta qualità che sta riconquistando i mercati internazionali e le tavole dei buongustai di tutto il mondo. Gustare o regalare i fichi del Cilento fa bene alla salute e all’economia locale.

In modo sintetico e spero esaustivo, vi ho proposto l’importante storia, per l’economia locale, del Fico Bianco del Cilento. Se volete, potete dare il vostro contributo all’approfondimento dell’argomento.

Condividi questo articolo
Facebook Whatsapp Whatsapp Threads Copia Link
  • Redazione
  • Contattaci
  • Pubblicità
  • Collabora
  • Come vederci
  • Scarica l’app
  • Newsletter
  • Privacy
  • Gestione reclami
  • Codice di condotta
  • Facebook
  • X
  • Youtube
  • Google news
  • Instagram
  • Linkedin

© Copyright 2025 InfoCilento, registrazione Tribunale di Vallo della Lucania nr. 1/09 del 12 Gennaio 2009. Iscrizione al Roc: 41551. Editore: Domenico Cerruti – Proprietà: Red Digital Communication S.r.l. – P.iva 06134250650. Direttore responsabile: Ernesto Rocco | Tutti i contenuti di questo sito sono di proprietà della casa editrice, testi, immagini, video o commenti, non possono essere utilizzati senza espressa autorizzazione. Per le notizie o fotografie riportate da altre testate giornalistiche, agenzie o siti internet sarà sempre citata la fonte d’origine. Dove non sia stato possibile rintracciare gli autori o aventi diritto dei contenuti riportati, i webmaster si riservano, opportunamente avvertiti, di dare loro credito o di procedere alla rimozione. La redazione non è responsabile dei commenti presenti sul sito o sui canali social. Non potendo esercitare un controllo continuo resta disponibile ad eliminarli su segnalazione qualora gli stessi risultino offensivi e/o oltraggiosi. Relativamente al contenuto delle notizie, per eventuali contenuti non corretti o non veritieri, è possibile richiedere l’immediata rettifica a norma di legge.