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Ancora polemiche sui migranti: accuse al “sindaco camaleonte”

Ancora polemiche sui migranti: accuse al “sindaco camaleonte”

Chieste spiegazioni sull’adesione allo Sprar

Chieste spiegazioni sull’adesione allo Sprar

OTTATI. Questione migranti. Il gruppo consiliare di opposizione, Ottati è tuo, scrive una lettera aperta al sindaco “camaleonte” Eduardo Doddato. Il primo cittadino, mesi fa, aveva espresso parere negativo circa la possibilità di accogliere migranti in paese salvo poi, notizia di settimana scorsa, voler aderire al progetto S.P.R.A.R. ( Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo Rifugiati).

Con un esilarante incipit, che ricorda la famosa lettera di Totò e Peppino ne il film “Malafemmina” « con questa lettera veniamo a dirVi », il gruppo di opposizione chiede spiegazioni al sindaco “camaleonte” che da “brigante”, riferito al comitato “I briganti del Parco” che doveva scongiurare ed eliminare il problema dei cinghiali, si è trasformato in “emigrante” per occuparsi del tema sociale dell’accoglienza migranti. « Visto il periodo si potrebbe pensare ad uno scherzo di Carnevale, ma purtroppo la realtà che si prospetta è tutt’altro che allegra» si legge nella lettera aperta. La minoranza, capeggiata da Nicola Guadagno, pone in rassegna una serie di problematiche che hanno attanagliato il territorio senza mai essere state risolte e che tutt’ora esasperano i cittadini. Si passa dalla questione viabilità negata, all’ospedale di Roccadaspide in rischio chiusura-ridimensionamento, trasporti pubblici, disoccupazione, speranze disattese. Nella lettera si legge la posizione di Biagio Marino, consigliere di maggioranza, che invitava l’amministrazione a risolvere prima le emergenze già esistenti invece di disperdere energie su temi altri. Il gruppo di opposizione termina con l’augurio che almeno venga rispettata la decisione della maggioranza di “aver fatto richiesta” di nuclei familiari, per ripopolare la cittadinanza ed incrementare il tessuto sociale, e non dover fare poi i conti con adulti e minori non accompagnati che richiederebbero una preparazione sociale all’accoglienza diversa.

«Ci auguriamo che non succede anche ad Ottati, come sempre più spesso accade, che coloro i quali dovrebbero tutelare i deboli ci lucrano sopra: gli immigrati diventano una filiera di affari, il volontario una scusa, l’accoglienza una speculazione senza fine… »

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