Un legame profondo unirà il Cilento al cuore della cristianità durante le festività natalizie del 2025. La statua lignea della Madonna della Speranza, proveniente dalla parrocchia di San Marco di Castellabate, sarà infatti esposta nella Basilica di San Pietro in Vaticano.
L’effige della Vergine troverà posto accanto all’altare della Confessione, dove rimarrà per tutta la durata delle celebrazioni, da lunedì 22 dicembre fino all’Epifania del Signore.
Un simbolo per la chiusura del Giubileo della Speranza
La scelta di portare l’effige cilentana in Vaticano assume un significato particolare in occasione della chiusura del Giubileo della Speranza. La statua, alta 1,45 metri, raffigura la Vergine con il Bambino e tiene nella mano destra un’ancora dorata, simbolo iconografico della virtù teologale a cui è dedicato l’Anno Santo.
L’opera fu realizzata nel 1954 dal Laboratorio Stuflesser per commemorare l’Anno Mariano indetto da Papa Pio XII e ha subito un recente restauro proprio in vista dell’inizio dell’evento giubilare.
La devozione mariana tra i pescatori e i villeggianti
La Madonna della Speranza rappresenta il cuore della fede per la frazione di San Marco, un centro di circa 1300 abitanti nel comune di Castellabate. La devozione per questa immagine è radicata non solo nella popolazione locale e nei pescatori della zona, che le dedicano una preghiera di affidamento durante la festa dell’ultima domenica di agosto, ma anche nei numerosi turisti che affollano il litorale salernitano durante l’estate. Si tratta dell’unica festa mariana dedicata a questo titolo nella diocesi di Vallo della Lucania.
Dalle aree interne del Cilento al centro del mondo
Il trasferimento della statua in Vaticano porta con sé le istanze di un territorio situato tra il Parco nazionale del Cilento e il Vallo di Diano. L’iniziativa, proposta originariamente da don Pasquale Gargione e oggi sostenuta dall’attuale parroco don Francesco Giordano, mira a puntare i riflettori sulle difficoltà delle aree interne, spesso colpite da spopolamento e carenza di servizi. In questo contesto, Maria si fa portavoce delle comunità che vivono la solitudine e le disuguaglianze sociali delle zone periferiche.
Il legame storico con la tradizione salernitana
La presenza dell’effige di San Marco segue la scia di una tradizione che ha già visto protagonista il territorio salernitano: nel 2024, per l’apertura del Giubileo, era stata infatti portata in Vaticano la statua custodita nel Santuario di Santa Maria della Speranza di Battipaglia. L’iconografia di Castellabate trae ispirazione da una tela ottocentesca, un quadro che viene tuttora portato in processione durante il triduo dedicato alla Beata Vergine, a testimonianza di un percorso spirituale e storico che dal Cilento giunge ora sotto lo sguardo dei fedeli di tutto il mondo.
Bellissima notizia
buomgiormo…Madonna mia accompagnami sempre