L’amministrazione comunale di Capaccio Paestum ha ufficializzato l’avvio delle procedure per la realizzazione di un nuovo impianto dedicato alla produzione di energia rinnovabile. Il progetto, prevede l’installazione di un impianto di biogas in via Gaiarda, in un’area agricola del territorio comunale. Il termine perentorio per la presentazione delle istanze è fissato in 45 giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso. La documentazione raccolta sarà registrata in ordine cronologico dal segretario comunale e successivamente valutata nell’ambito dell’iter autorizzativo.
Cittadinanza Attiva: “Poca trasparenza e progetto troppo invasivo”
Sulla vicenda è intervenuto Ernesto Franco, rappresentante di Cittadinanza Attiva Capaccio Paestum, che ai microfoni di InfoCilento ha espresso forti perplessità sulla proposta, denunciando una presunta mancanza di trasparenza e diverse criticità ambientali. E’ in programma, infatti, per questo pomeriggio alle 18.30 in località Spinazzo a Paestum, un incontro pubblico per discutere con la cittadinanza del progetto e delle sue possibili conseguenze sul territorio.
Dimensioni, vincoli e impatto ambientale
Secondo Cittadinanza Attiva, l’impianto previsto in via Gaiarda sarebbe un mega impianto composto da sei digestori distribuiti su sei ettari di terreno, collocato in una zona agricola non urbanizzata. L’associazione denuncia inoltre difficoltà nell’accedere alla documentazione progettuale, a differenza di quanto avvenuto per l’impianto di Tempa di Lepre, dove gli atti erano stati pubblicati integralmente dal SUAP.
Le criticità
Vasche di grandi dimensioni a ridosso del canale di bonifica, con rischio di reflui e irrigazione non autorizzata; presenza di vincoli territoriali, inizialmente non dichiarati, che secondo l’associazione avrebbero potuto bloccare il progetto; convocazione della conferenza dei servizi in contemporanea ai 45 giorni concessi per le osservazioni; trasporto del biogas tramite camion a cinque assi, due volte a settimana, con impatto su emissioni e viabilità.
Franco ha inoltre criticato l’idea che, essendo gli imprenditori locali, l’impatto odorigeno dell’impianto possa essere considerato meno problematico: “Si tratta di un’industria a tutti gli effetti, e in quanto tale non dovrebbe essere collocata in quell’area”.
“Siamo contro i mega impianti”
L’associazione precisa di non essere contraria alla produzione di energia da fonti rinnovabili, ma di opporsi ai progetti di grandi dimensioni. “A Capaccio – ha spiegato Franco – si potrebbero realizzare impianti più piccoli, legati agli allevamenti locali o alle comunità energetiche. Qui invece si parla di produttori industriali di gas”. Ulteriori dubbi riguardano anche la gestione degli scarichi, che secondo Cittadinanza Attiva presenterebbero aspetti da chiarire.