C’è una ulteriore novità nella complessa vicenda che vede coinvolto Franco Alfieri, ex sindaco di Capaccio Paestum. La prima Sezione della Corte di Cassazione ha accolto il secondo ricorso presentato dai legali dell’ex primo cittadino, disponendo l’annullamento dell’ordinanza cautelare emessa dal Tribunale del Riesame di Salerno. Una decisione che rimette in discussione l’impianto delle misure restrittive, rinviando gli atti allo stesso tribunale della libertà per una nuova valutazione.
Il cambio dello scenario politico
Al centro della strategia difensiva, accolta questa volta dagli ermellini, vi è la “cristallizzazione” di un contesto politico-amministrativo radicalmente mutato rispetto a quello in cui sarebbe maturato il presunto reato, ovvero lo scambio elettorale politico-mafioso che sarebbe avvenuto con l’imprenditore Roberto Squecco in occasione delle elezioni amministrative del 2019. Il presunto accordo al centro delle contestazioni si basava su equilibri di potere e scenari che, secondo la difesa, non sono più attuali.
Questo elemento di novità ha permesso di superare il precedente rigetto da parte della quinta Sezione della Suprema Corte, portando i giudici della prima Sezione a valutare diversamente la posizione di Alfieri rispetto al rischio di reiterazione del reato o di inquinamento probatorio.
Cosa succede adesso
Nonostante l’accoglimento del ricorso, Franco Alfieri non torna immediatamente in libertà. L’ex sindaco rimarrà ristretto agli arresti domiciliari in attesa della nuova pronuncia del Tribunale del Riesame di Salerno. I giudici salernitani avranno ora il compito di riesaminare la sussistenza delle esigenze cautelari, ma questa volta dovranno farlo attenendosi rigorosamente alle indicazioni che arriveranno da Roma.
I tempi della giustizia
Le motivazioni della sentenza della Cassazione dovrebbero essere depositate entro 30 giorni. Solo dopo la pubblicazione delle motivazioni, il Tribunale del Riesame potrà fissare l’udienza per decidere se confermare, revocare o modificare la misura cautelare nei confronti di Alfieri. Fino a quel momento, lo status detentivo dell’indagato rimarrà invariato, ma con una prospettiva processuale decisamente diversa rispetto alle scorse settimane.
Alfieri, proprio nelle scorse ore, si era visto rigettare la richiesta di derubricazione del reato. L’ex amministratore, inoltre, sta affrontando un processo che lo vede accusato anche di corruzione.


