Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni ha confermato la sua linea di fermezza contro gli illeciti ambientali. Un’ordinanza firmata dal Direttore dell’Ente, impone la demolizione immediata di opere abusive realizzate nel comune di Montecorice, specificamente in località Giungatelle.
L’intervento amministrativo nasce a seguito di una segnalazione del 19 gennaio 2026 da parte del Reparto Carabinieri Parco, Nucleo di Castellabate, che ha accertato l’esecuzione di lavori edilizi in totale difformità dalle normative vigenti.
Le violazioni accertate a Giungatelle
L’abuso edilizio riguarda la realizzazione di una platea in calcestruzzo di ampie dimensioni, pari a circa 95,40 metri quadrati. L’opera è stata eseguita su un terreno di proprietà privata, nonostante la presentazione di una C.I.L.A. risalente all’aprile 2025 che stando alle contestazioni non giustificava tale intervento.
Il nodo centrale della questione risiede nella classificazione dell’area: il manufatto ricade infatti nella “zona D” della perimetrazione definitiva del Parco. Per tale ragione, ogni intervento edilizio avrebbe richiesto il preventivo Nulla Osta dell’Ente, ai sensi della Legge n. 394/1991, documento che non è mai stato rilasciato.
Le responsabilità e l’ordine di ripristino
In assenza di memorie difensive o documenti giustificativi presentati dalla proprietà dopo l’avvio del procedimento , l’Ente ha ordinato alla committente la demolizione delle opere e il ripristino dello stato dei luoghi entro un termine massimo di 90 giorni dalla notifica.
Conseguenze e sanzioni in caso di inottemperanza
L’ordinanza non lascia spazio a interpretazioni: qualora il termine dei 90 giorni dovesse decorrere inutilmente, l’Ente Parco procederà con l’esecuzione in danno, ovvero provvederà direttamente alla demolizione addebitando i costi ai responsabili.
Il provvedimento ribadisce inoltre la responsabilità solidale del direttore dei lavori e dell’esecutore materiale dell’opera. Infine, viene ricordato che l’inottemperanza all’ordine di demolizione può costituire titolo per l’acquisizione gratuita al patrimonio dell’Ente dell’area interessata dall’abuso.
