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Alburni

Sicignano degli Alburni: ecco la visita al centro di accoglienza di Roberto Balzaretti, Ambasciatore di Svizzera in Italia

Il centro di Sicignano degli Alburni accoglie attualmente 25 minori stranieri non accompagnati, prevalentemente di età compresa tra 16 e 17 anni, che risiedono nella struttura da un minimo di 8 ad un massimo di 18 mesi

Di:
Comunicato Stampa
Pubblicato il: 19/03/2026
Aggiornato il: 20/03/2026
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La collaborazione tra Svizzera e Italia in ambito di migrazione, per potenziare gli sforzi compiuti finora dall’Italia nella gestione di complessi flussi migratori, si arricchisce di un nuovo capitolo: nel pomeriggio di ieri, l’Ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti, si è recato in visita presso il centro di accoglienza per minori di Sicignano degli Aburni, accompagnato da Marco Notarbartolo, Senior Community-Based Protection Associate di UNHCR e un rappresentante della Prefettura.

Il centro di Sicigano degli Alburni

Il centro di Sicignano degli Alburni accoglie attualmente 25 minori stranieri non accompagnati, prevalentemente di età compresa tra 16 e 17 anni, che risiedono nella struttura da un minimo di 8 ad un massimo di 18 mesi. Le nazionalità principali sono Egitto e Bangladesh, mentre altri ragazzi provengono da Tunisia e Guinea. È una delle 34 strutture di accoglienza finora coinvolte nel progetto Rafforzare i Servizi di Accoglienza e Protezione per Minori Non Accompagnati in Italia (Enhancing Reception and Protection Services for Unaccompanied Children in Italy), promosso dal Ministero dell’Interno italiano, dalla Segreteria di Stato della migrazione della Svizzera (SEM) e dall’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati e implementati anche attraverso il partner Save the Children.

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La visita

Nel corso della visita, l’Ambasciatore Balzaretti ha incontrato i minori presenti e gli operatori del centro, per parlare dei bisogni e delle istanze dei ragazzi accolti. Un momento di dialogo, che rientra nell’iniziativa «In Cammino con la Svizzera» che porterà l’Ambasciatore, entro il 2027, nelle venti regioni italiane, per rafforzare il dialogo e il rapporto di vicinanza tra la Svizzera e l’Italia. In ricordo di ogni viaggio, l’Ambasciatore donerà ad un’istituzione locale una panchina, prodotta in Svizzera con materiali riciclati, che rimarrà alla comunità come luogo di scambio, di dialogo e d’informazione.

I progetti

“La migrazione è un fenomeno globale che interessa tutti gli Stati europei. L’anno scorso ho visitato un centro di accoglienza a Como; anche oggi – dopo aver parlato sia con il team che i giovani – posso dirlo: sono colpito dal lavoro che i nostri partner fanno con le autorità e con i responsabili dei centri che accompagnano gli adolescenti che arrivano da soli e li sostengono nel trovare e seguire la propria strada.

Con il secondo contributo svizzero sosteniamo questo progetto, che mira a rafforzare le strutture di assistenza ai minori stranieri non accompagnati in tutta Italia, dal nord al sud. Anche il personale ne beneficia molto, perché si scambiano esperienze e buone pratiche tra le diverse regioni. I mediatori culturali hanno un ruolo molto importante: lavorano a stretto contatto con i giovani per creare un clima di fiducia. Ed è proprio questa fiducia che permette di costruire insieme un futuro comune” ha dichiarato l’Ambasciatore Balzaretti.

Svizzera e Italia insieme

“I minori che arrivano in Italia da soli hanno affrontato viaggi lunghi e difficili e hanno bisogno, prima di tutto, di un luogo sicuro in cui possano essere ascoltati, sostenuti e accompagnati nella costruzione del loro futuro. Rafforzare la qualità dell’accoglienza e sostenere il personale che lavora ogni giorno nei centri è essenziale per garantire che ogni bambino riceva l’attenzione e la protezione di cui ha bisogno. La collaborazione tra le istituzioni italiane, la Svizzera e l’UNHCR rappresenta un passo importante per offrire risposte sempre più efficaci, nel pieno rispetto del superiore interesse del minore”, ha dichiarato Anna Leer, Rappresentante ad interim dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino.

Il progetto Rafforzare i Servizi di Accoglienza e Protezione per Minori Non Accompagnati in Italia (Enhancing Reception and Protection Services for Unaccompanied Children in Italy), avviato nell’ottobre 2024, nasce per supportare gli sforzi delle autorità italiane nell’individuare i bisogni e nello sviluppare percorsi individuali di inclusione e protezione. Nel 2025, gli arrivi di minori stranieri non accompagnati sono stati 12.177, pari a circa il 18% degli arrivi complessivi via mare.

Un numero in crescita rispetto al 2024, quando erano il 13%. Ad oggi, in Italia vivono circa 16.000 minori stranieri non accompagnati. Molti di loro restano nel Paese per anni, affrontando percorsi complessi di integrazione, istruzione, tutela legale e sostegno psicologico. Il progetto mira a rafforzare il sistema di accoglienza loro dedicato; ad oggi la sfida fondamentale, nell’ottica del superiore interesse del minore, resta quella di rafforzare ed incrementare gli interventi di supporto individualizzato, per rispondere in maniera sempre più efficace al rischio che i ragazzi cadano nelle reti criminali, finendo vittime di abuso e sfruttamento.

Le attività di progetto si articolano su quattro pilastri principali

Rafforzamento del coordinamento istituzionale

Migliorare il lavoro congiunto tra livelli nazionale e locale, in coerenza con le priorità del Governo italiano e con le altre attività di supporto già in corso.

Interventi diretti nei centri di accoglienza

Operare in regioni strategiche come Lombardia, Puglia, Basilicata e Campania, dove mancavano interventi specializzati di agenzie internazionali e Ong, garantendo un sostegno concreto ai minori. Attraverso Save the Children, partner operativo di UNHCR, vengono offerti supporto psicosociale; informazione sui diritti e sulle prospettive future; attività ricreative per favorire il benessere emotivo e promuovere inclusione e senso di normalità. La presenza quotidiana degli operatori permette anche di ottenere preziose informazioni sulle esigenze dei giovani e quindi di individuare gli ambiti in cui è possibile migliorare il sistema di protezione e accoglienza.

Formazione e supporto al personale dei centri

Sviluppare le competenze degli operatori dei centri di prima accoglienza per rafforzare la qualità dell’assistenza offerta ai minori.

Individuazione dei bisogni dei minori

Rimettere al centro i bisogni dei minori, all’interno dei centri, con l’obiettivo di supportare le autorità italiane nell’identificazione delle aree da potenziare.

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