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Sold out per Veleni, il 27 e 28 novembre a Vallo della Lucania

Il film di Nadia Baldi è stato girato in varie località del Cilento

A cura di Carmen Lucia
Pubblicato il 29 Novembre 2017
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Il film di Nadia Baldi è stato girato in varie località del Cilento


Sold out per “Veleni”, il 27 e 28 novembre a Vallo della Lucania. Il giorno 27 e 28 Novembre al CineTeatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania è stato proiettato il Film “Veleni”, con la regia di Nadia Baldi, una favola nera, un noir malinconico e ironico sui misteri della mente, ambientato nel Cilento “segreto”, nei luoghi che fanno da scenario al “Festival Segreti d’autore”, prestigiosa rassegna culturale di cui Nadia Baldi è Direttrice artistica. Grande successo ha avuto la serata speciale dedicata al film: in sala molte compagnie teatrali di Vallo della Lucania, molte comparse che hanno recitato nei paesi di Omignano, Agnone, Serramezzana, San Mango, e i proprietari dell’antica dimora di Serramezzana, in cui sono state girate molte scene di Veleni.

“Veleni – come afferma Ruggero Cappuccio autore della sceneggiatura insieme alla regista – è un film che tende a suggerire che bisogna sforzarsi di rimanere umani. Il protagonista compie un lavoro di approfondimento del sé, attraverso gli elementi fondanti della sua famiglia. (…) Questo è un dovere che tutti abbiamo. Si tratta di un percorso di consapevolezza. Tutti noi soffriamo
di una sindrome degli antenati” (Angela Mallardo, “Veleni. Storia di un film”, artsrudiopaparo, p. 107).

Al centro della storia due donne-megere, interpretate da Gea Martire e Tosca D’Aquino, che superano i tradimenti del medico, padre del protagonista, attivando un singolare processo di autodifesa: imparano a creare veleni e balsami d’amore per sopravvivere alle mancanze d’amore, sollecitando nel corpo e nella mente un eros indotto dagli allucinogeni. Da qui la loro grande libertà erotica, che creerà un cortocircuito sospeso fra tragedia e comicità, in un paese di sole donne, un paese del Sud degli anni Cinquanta, spopolato dalla guerra e dall’emigrazione.

In questo senso, diventa forte e funzionale alla rappresentazione chiaroscurale il contrasto anche tra i costumi di Carlo Poggioli: colorati, ricchissimi quelli delle protagoniste prive di freni inibitori e poveri, scuri gli abiti quasi monacali delle donne del paese, ancora chiuse nei vincoli atavici della cultura tradizionale.

Molteplici le letture, molteplici i rimandi letterari, teatrali, musicali (le musiche sono del Maestro Marco Betta). Molto apprezzato il film anche da docenti e allievi soprattutto per un altro tema, che appare non secondario nel plot del film: il contrasto tra il Rettore del Collegio, interpretato da Roberto Herlitzka, e il giovane docente, Giulio Forges Davanzati, che osa rompere gli schemi della didattica tradizionale, mostrando il corpo della Venere nuda ai giovani collegiali.

Anche la coppia Franca Abategiovanni – che interpreta la serva fedele Nunzia, come nei canoni delle commedie antiche – e Lello Arena, nel ruolo del folle e malinconico Melograno, crea un cortocircuito di grande comicità nell’intreccio, perché rappresenta la stilizzazione della coppia dei “romantici” Romeo e Giulietta, vista però in una prospettiva parodica e rovesciata.
Il film è un mosaico di riferimenti, dalle fonti di Shakespeare (per Cappuccio, modello e fonte di riferimento per i testi teatrali) alla filosofia analitica, dalla medicina ai misteri dei riti magici (come la “lampadomanzia”, con i riti del malocchio nel piatto), dalla pedagogia alle malattie nascoste, quelle dell’anima e dei traumi infantili soprattutto, come l’isteria femminile.
Difficile spiegare un mondo visionario, ricco di rimandi allegorici, di sfumature di colori che la regista Nadia Baldi restituisce in un film sperimentale, di grandi suggestioni simboliche, profondo e leggero al tempo stesso.

Un cast d’eccezione, una fotografia di grande effetto, con costumi perfettamente aderenti all’ambiente storico che si vuole evocare. Anche il Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, dott. Tommaso Pellegrino, in sala il 28 con gli allievi del “Cenni-Marconi”, ha apprezzato molto il film, proprio perché esalta, nell’intreccio delle sequenze, luoghi e dimore storiche del Cilento poco noti al turismo di massa. Si pensi alla farmacia perfettamente conservata con gli antichi arredi e le ampolle degli speziali, custodita al centro di Omignano, uno dei paesi che fa da scenario, ogni estate, al “Festival Segreti d’autore”. Ancora più significativo appare il luogo mistico di San Mango con i ruderi della Chiesa degli Eremiti, che è anche il set del docufilm prodotto per Rai Storia (Diario Civile) “Paolo Borsellino Essendo Stato”, scritto e interpretato da Ruggero Cappuccio.

TAG:CilentoCilento Notizievallo della lucaniavallo della lucania notizieveleni
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