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Montano Antilia Turismo. Scopri il comune di Montano Antilia

Montano Antilia, un paese immerso nella natura

La Storia di Montano Antilia.

II comune di Montano Antilia è immerso nel verde del monte Antilia (1316 metri), da cui deriva il toponimo.
La sua frazione maggiore è Abatemarco, un villaggio agricolo sorto nell’Alto Medioevo intorno alla Chiesa di San Nicola di Mira. Il centro urbano si estende lungo la strada principale.
L’altra frazione, Massiccile, è di origine più recente ed è nata dall’aggregazione di case coloniche che precedentemente appartenevano alla Badia di Santa Cecilia di Castinatelli.
L’ Universitas civium di Montano era una frazione dello Stato di Cuccaro, che a sua volta faceva parte della più ampia Baronia di Novi.
La crescita del centro urbano si colloca nell’età moderna, quando, superate le grandi calamità legate alla peste della metà del Trecento e alla Guerra del Vespro, ottenne l’autonomia da Cuccaro.
Nel XVI secolo si verifìcò nel paese un forte sviluppo demografico. Dopo la peste del 1656 la ripresa settecentesca fu molto lenta.
Sul finire del Novecento sia il comune che le frazioni sono stati interessati da un’imponente crescita edilizia.

Montano Antilia

Un panorama del comune

Cosa Visitare a Montano Antilia.

Tra gli edifici significativi va segnalata la Parrocchiale della Santissima Annunziata, risalente al XVIII secolo con un’ampia navata e un particolare campanile.

Molto suggestiva la cosiddetta Scala Santa, gradinata medioevale in pietra.
Interessanti sono anche la Chiesa di Santa Maria Lauretana, del XVI secolo, e la Cappella della Madonna della Neve, entrambe collocate nella frazione di Massicelle. Ad Abatemarco si segnala la Chiesa di San Rocco.
Gli itinerari turistici principali prevedono una visita al mulino ad acqua sul fiume Lambro (attivo dalla prima metà del XIX secolo) e alla sorgente del Malandrino oltre al percorso panoramico verso il monte Antilia.
Il territorio di Montano è caratterizzato da minuscoli appezzamenti a vigneto e oliveto, a cui si affiancano colture di castagni e di faggi oltre a grandi estensioni di pascolo demaniale, un tempo utilizzato per l’ allevamento ovino.

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