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Sessa Cilento, presunti abusi edilizi: tegola sul sindaco. Ecco la decisione del TAR

Il TAR ha confermato la legittimità del parere negativo della Soprintendenza

Di:
Ernesto Rocco
Di:Ernesto Rocco
Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che...
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Pubblicato il: 10/12/2024
Aggiornato il: 10/12/2024
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Gerardo Botti

Tegola sul sindaco di Sessa Cilento, Gerardo Botti. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Campania ha emesso una sentenza significativa riguardante la compatibilità paesaggistica di un intervento edilizio nel comune cilentano.

Contesto della Sentenza

Il ricorso presentato da Botti mirava ad annullare un parere vincolante negativo emesso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno. Tale parere si riferiva a un’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica per lavori effettuati su un fabbricato situato in un contesto rurale. La Soprintendenza aveva espresso il proprio diniego sostenendo che le opere realizzate non rispettassero i requisiti previsti dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, in particolare per quanto riguarda l’incremento di superfici e volumi.

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Motivi del Ricorso

Botti ha contestato il parere negativo, argomentando che alcuni manufatti realizzati potessero essere considerati volumi tecnici e che non avessero determinato un aumento significativo delle superfici. Tuttavia, il TAR ha ritenuto che la richiesta di accertamento di compatibilità paesaggistica fosse contraddittoria, in quanto includeva opere per le quali si prevedeva la demolizione. La Soprintendenza, infatti, ha chiarito che la valutazione deve essere effettuata sullo stato attuale dei luoghi, senza possibilità di condizionare l’accertamento a future rimozioni.

Decisione del TAR

Nella sua decisione, il TAR ha confermato la legittimità del parere negativo della Soprintendenza. Ha sottolineato che le opere abusive realizzate non solo hanno incrementato i volumi esistenti, ma avrebbero anche alterato l’aspetto naturale del contesto rurale.

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