Proseguono le indagini sull’episodio avvenuto nella notte di giovedì scorso, intorno alle ore 4:30, a Capaccio Paestum, quando due ordigni rudimentali sono stati fatti esplodere a ridosso dell’Area Archeologica, colpendo la vineria “Il Calice” e il ristorante “Le Tavernelle”.
Le indagini e la pista della Fiat Punto bianca
I Carabinieri della Compagnia di Agropoli, supportati dalla Polizia Locale, stanno conducendo indagini serrate a 360 gradi. Un elemento determinante è emerso dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza comunale: una Fiat Punto bianca è stata ripresa mentre transitava nell’area immediatamente dopo le deflagrazioni. Il veicolo è stato intercettato anche dal Targa System, ma gli accertamenti hanno rivelato che risulta intestata a una persona deceduta da tempo, con targa revocata. Questo particolare rafforza l’ipotesi degli inquirenti circa un’azione premeditata e organizzata.
Tra criminalità e dissidi personali: le ipotesi al vaglio
Le direttrici investigative sono attualmente due. Da un lato, si scava nei possibili collegamenti con ambienti criminali e interessi illeciti legati alla gestione della movida in via Tavernelle, ormai da anni punto di riferimento per migliaia di giovani. Dall’altro, non viene esclusa la pista di una vendetta privata maturata a seguito di uno screzio che avrebbe coinvolto alcune donne. I titolari delle attività colpite, pur dichiarando di non conoscere i motivi del gesto, hanno mostrato segnali di forte resilienza, ribadendo la volontà di non lasciarsi intimidire e di riaprire al pubblico già questo fine settimana.
