Un importante tassello del complesso mosaico giudiziario che coinvolge Franco Alfieri è giunto a una conclusione definitiva. È stata infatti confermata ieri l’archiviazione per le indagini relative a presunte irregolarità in alcuni grandi appalti del territorio, tra cui la Fondovalle Calore, l’Aversana e il sottopasso di Paestum.
Il provvedimento accoglie l’istanza avanzata già nel novembre scorso dal Pubblico Ministero, il quale aveva ravvisato l’insussistenza di profili di illiceità in tali procedure. Per l’ex sindaco di Capaccio Paestum e per gli altri soggetti coinvolti, tra cui tecnici che avevano lasciato i propri incarichi pubblici in seguito alle accuse, si chiude così una parentesi dolorosa che aveva sollevato forti dubbi sulla regolarità dell’azione amministrativa in questi settori.
Il quadro cautelare ancora in essere
Nonostante l’esito favorevole di questo specifico procedimento (noto da tempo), la posizione giuridica di Alfieri rimane vincolata ad altre vicende giudiziarie ancora aperte. L’ex presidente della Provincia resta infatti agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Torchiara in relazione all’indagine che lo vede coinvolto insieme a Roberto Squecco e riguardante l’ipotesi di scambio elettorale politico-mafioso.
Parallelamente, rimane attivo l’obbligo di dimora disposto dal Tribunale di Vallo della Lucania per il processo sulla pubblica illuminazione, dove si ipotizza il reato di corruzione. È dunque fondamentale distinguere tra i diversi filoni investigativi per avere una visione corretta e aggiornata della sua attuale situazione legale.
Il legame con il territorio e il consenso politico
L’eco mediatica dell’archiviazione ha scatenato le reazioni sulle piattaforme social: non tutti sono riusciti ad interpretare correttamente il quadro giudiziario e molti hanno confuso l’archiviazione con un totale proscioglimento del politico da ogni accusa, anche quelle relative agli altri procedimenti. I fedelissimi e i sostenitori della prima ora hanno celebrato l’evento, ignorando distrattamente la permanenza delle altre misure restrittive. Ma non sono mancate le reazioni dei detrattori, alcuni dei quali, se all’indomani delle misure cautelari avevano già giudicato colpevole Alfieri, ora intimoriti dal carisma politico dell’uomo e soprattutto da un suo eventuale ritorno sulla scena, provano ad utilizzare parole di apprezzamento e distensive.
Ci sono poi tanti comuni cittadini, lontani dalla guerra tra fazioni, che continuano a guardare con favore all’operato amministrativo degli anni passati. Questa nostalgia sembra alimentata dalla percezione di una fase politica attuale meno dinamica, che porta una parte della popolazione a sperare in un ritorno di Alfieri alla vita pubblica, indipendentemente dall’iter dei processi ancora pendenti. Speranze che accomunano Agropoli e Capaccio Paestum, gli ultimi due centri in cui Franco Alfieri ha amministrato, rispondendo alle critiche con la sua proverbiale concretezza.
Prospettive future
L’archiviazione per gli appalti di Paestum e della Fondovalle restituisce una parziale serenità istituzionale rispetto a opere fondamentali per la viabilità locale e ancora oggi ferma al palo. Resta ora l’attesa per gli sviluppi dei procedimenti più delicati, che definiranno il futuro personale, prima che politico, di una delle figure più influenti degli ultimi anni nel panorama cilentano.