La Regione Campania ha ufficialmente sbloccato l’iter per la messa in sicurezza e la riqualificazione della fascia costiera compresa tra i comuni di Eboli e Capaccio Paestum. Attraverso un decreto dirigenziale di approvazione della VIncA (Valutazione di Incidenza Ambientale), Palazzo Santa Lucia ha stanziato un finanziamento di un milione di euro nell’ambito del Masterplan Litorale Salerno Sud. L’intervento si è reso indispensabile per contrastare un fenomeno erosivo che avanza alla velocità di un metro all’anno, con una perdita già stimata di 250 ettari di macchia mediterranea.
Prescrizioni rigorose per la tutela dell’ecosistema
Nonostante l’approvazione, il via libera regionale non rappresenta una concessione incondizionata. La Commissione Via ha infatti allegato al provvedimento un protocollo di prescrizioni estremamente severe per garantire l’integrità ambientale durante l’esecuzione dei lavori affidati alla Provincia. Il vincolo principale riguarda la tempistica delle attività di cantiere: è stato imposto uno “stop tassativo ai cantieri tra il 30 marzo e il 30 giugno” al fine di tutelare i cicli riproduttivi dell’avifauna locale.
Anche la gestione della flora è stata oggetto di restrizioni: la Regione ha vietato la piantumazione dei 3.265 ginepri inizialmente previsti nelle aree classificate come habitat comunitari sensibili. Secondo il dispositivo, in tali zone è preferibile “recintare e inibire il passaggio” piuttosto che inserire specie non caratteristiche, anche qualora l’area appaia priva di vegetazione.
Il progetto Marine del Sele e la difesa delle dune
Il piano d’intervento, denominato “Marine del Sele”, prevede la realizzazione di opere strategiche per la fruizione e la salvaguardia del territorio. Tra queste spicca un sentiero attrezzato lungo due chilometri, che dovrà necessariamente essere realizzato in forma sopraelevata per evitare lo spianamento delle dune sabbiose. Il progetto include inoltre la pulizia di 59 ettari di sottobosco e il contrasto alla diffusione della “cocciniglia tartaruga”.
In merito alla tutela fitosanitaria, il decreto specifica che la lotta al parassita dovrà avvenire esclusivamente mediante trattamenti endoterapici, vietando categoricamente qualsiasi forma di nebulizzazione che potrebbe disperdersi nell’ambiente.
Vigilanza e durata dell’autorizzazione
L’autorizzazione concessa ha una validità di cinque anni. Per garantire il totale rispetto delle norme e delle prescrizioni inserite nel decreto, la funzione di vigilanza è stata affidata al Gruppo Carabinieri Forestale. L’obiettivo resta quello di coniugare il recupero di un’area fortemente degradata dall’erosione con il mantenimento degli standard conservativi imposti dalle normative europee e regionali.

….quanti soldi mangiati……
l’erosione continuerà….
La mancanza di sedimenti apportati dal Sele (quelli che hanno formato tutta la piana nei millenni) dopo la costruzione della traversa di Persano è la causa principale….
I soli sedimenti apportati dal Calore non bastano.
Qualcuno dovrà cominciare a studiare la situazione così come è stato fatto ormai in varie zone