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Accadde oggi…21 aprile 1939, inaugurazione dell’Acquedotto del Calore

Oggi avere l'acqua potabile in casa è la normalità, ma nel 1939 fu un evento storico e sociale per gli agropolesi

A cura di Ernesto Apicella
Pubblicato il 21 Aprile 2022
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Mercoledì 24  giugno 1936, alla presenza dell’Onorevole Cobolli Gigli, Ministro dei Lavori Pubblici, e di numerose autorità politiche, militari e civili della Provincia di Salerno, si celebrò in Piazza Luzzati l’inizio dei lavori dell’acquedotto del Calore, che dal Monte Cervati avrebbe portato l’acqua ai comuni di: Piaggine, Valle dell’Angelo, Laurino, Felitto, Castel San Lorenzo, Roccadaspide, Albanella, Magliano Vetere, Monteforte Cilento, Giungano, Cicerale, Ogliastro ed Agropoli, comune capofila.
Dopo solo tre anni di lavoro furono completati i circa 80 km di condotta principale, che portavano l’acqua dal Monte Cervati ad Agropoli. Si riscontrarono numerosi e gravi difficoltà, sia tecniche che economiche, ma il 21 Aprile 1939 si tenne ad Agropoli la cerimonia per l’inaugurazione dell’acquedotto del Calore.

Prima della costruzione dell’acquedotto del Calore, l’unica fonte di approvvigionamento nel centro di Agropoli era la sorgente in via Marina. Tutti gli abitanti di Agropoli, a ogni ora del giorno e della notte, si recavano a prendere l’acqua per i fabbisogni familiari. Le donne del Borgo Antico collocavano sulla testa una specie di cuscino detto “spara”, sul quale appoggiavano le “muscetore”, brocche piene d’acqua, e dalla fontana si inerpicavano per il sentiero della “Rupe”. La carenza idrica comportava non poche difficoltà per il lavaggio della biancheria, per cui il fiume Testene veniva utilizzato come lavatoio pubblico. Ogni famiglia di Agropoli aveva predisposto, ai margini del fiume, una pietra spianata che fungeva da lavatoio. Le famiglie più agiate utilizzavano il servizio fornito da alcune lavandaie che, dietro ricompensa, provvedevano a fare il bucato nel fiume. 

Il 21 Aprile 1939, dal centro della vasca in cemento, appositamente realizzata in piazza Vittorio Veneto, un fortissimo zampillo d’acqua, proveniente dal nuovo Acquedotto del Calore,   s’innalzò verso il cielo, quasi a sfiorare tre idrovolanti, che in segno augurale volavano sopra la nostra cittadina. Dopo solo tre anni di lavoro, furono completati i circa 80 km di condotta principale dell’Acquedotto del Calore. La cerimonia inaugurale si tenne alla presenza dell’apparato civile e militare Fascista, giunto ad Agropoli da tutti i paesi della Provincia di Salerno. L’arrivo dell’acqua del Cervati, erogata dall’Acquedotto del Calore, fu accolto da tutta la cittadinanza con grande soddisfazione e gioia. I benestanti avrebbero potuto ricevere l’acqua direttamente in casa, mentre, buona parte della popolazione, avrebbe attinto dalle fontanelle pubbliche, collocate nei rioni più popolosi. Dopo qualche mese dall’inaugurazione, terminarono anche i lavori per la realizzazione della conduttura idrica comunale e le prime fontane furono aperte nelle case degli Agropolesi.

Nel 1939, l’arrivo dell’acqua potabile nelle case degli agropolesi  fu un evento storico, un segnale di emancipazione sociale ed economico. Da questa considerazione nasce la proposta di riqualificare la storica fontana con zampillo di Piazza Vittorio Veneto, facendola entrare a giusta ragione, nei momenti salienti che hanno segnato positivamente la vita della nostra cittadina.  Sarebbe interessante dal punto storico, sociale e turistico realizzare una fontana con una scultura dedicata ai delfini, da sempre simbolo dell’amicizia, dell’amore e della libertà degli agropolesi. Un’opera di pubblica utilità che consentirebbe non sono di recuperare, ma anche di riqualificare lo “Zampillo”, nonché di ricordare l’arrivo, per la prima volta, dell’acqua corrente potabile ad Agropoli.

TAG:Agropoliagropoli notizieCilentoCilento Notizie
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