La Befana Fascista consisteva nella distribuzione ai bambini poveri, il 6 gennaio giorno dell’Epifania, di un pacco dono contenente vestiario, alimenti, frutta e dolciumi, rari i giocattoli. La prima manifestazione nazionale si ebbe nel 1928.

La Befana Fascista consisteva nella distribuzione ai bambini poveri, il 6 gennaio giorno dell’Epifania, di un pacco dono contenente vestiario, alimenti, frutta e dolciumi, rari i giocattoli. La prima manifestazione nazionale si ebbe nel 1928.
Per ottenere il pacco della Befana Fascista bisognava presentare domanda agli uffici del Fascio. Questa veniva assegnata in base alle necessità del richiedente e alle disponibilità finanziarie. Ad Agropoli la Befana Fascista si svolgeva davanti la Casa del Fascio, in P.zza V.Veneto ed, in caso di pioggia, nel Teatro Eva. Molti bambini agropolesi con la “Befana del Fascio” ricevettero in regalo, per la prima volta, un giocattolo o un dolciume.
La ricorrenza fascista escludeva, purtroppo, i bambini con genitori non iscritti al partito. Tant’è che un bambino di nome Giacomo, con il padre fervente comunista, piangeva e singhiozzava per il pacco regalo non ricevuto, sotto il palco del teatro Eva, dove si stavano consegnando i regali.
Il Podestà dell’epoca, impietositosi, lo chiamò sul palco. Giacomino salì, ma, infuriato per non esser stato chiamato prima, prese il pacco e lo buttò a terra. Non l’avesse mai fatto. Lo accompagnarono immediatamente nella Casa del Fascio dove placò la sua ira con un bicchiere di olio di ricino.
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