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M5S, Saiello: “Psr, in Commissione l’indagato Alfieri fugge e la giunta ammette il fallimento”

Il consigliere regionale: “Ritardi di oltre un anno, bandi scritti male e settore che rischia il collasso”

“Tra atavici ritardi, bandi scritti male e una pietosa gestione dei fondi pubblici, il governatore De Luca e il sindaco delle ambulanze e indagato per voto di scambio Franco Alfieri stanno mandando gambe all’aria il comparto dell’Agricoltura in Campania. L’audizione di oggi, in Commissione regionale Sburocratizzazione per far luce sui ritardi delle graduatorie per l’erogazione dei fondi previsti dai Piani di sviluppo rurale, si è tramutata in un’ammissione di colpa da parte della giunta, che ai lavori si è presentata soltanto con tecnici e funzionari che hanno rivelato le difficoltà di un iter tormentato che questa stessa amministrazione regionale ha predisposto. Il consigliere all’Agricoltura Alfieri, dopo le polemiche per il carosello delle ambulanze del condannato Squecco per celebrare la sua elezione a sindaco di Capaccio e consapevole che avrebbe dovuto mettere la faccia sulla fallimentare gestione dei Psr, ha ben pensato di non presentarsi”. Lo ha denunciato il consigliere regionale Gennaro Saiello, a margine dei lavori della Commissione.

“Di fronte a un Pd imbarazzato – prosegue Saiello – l’unico dato emerso e inequivocabile è il ritardo di 12 mesi dei fondi per due misure chiave del Psr 2014-2020. Ovvero, gli ammodernamenti strutturali nelle aziende agricole (tipologia 4.1.1) e l’insediamento dei giovani agricoltori (4.1.2 e 6.1.1). Finanziamenti che, stando a una stima di Coldiretti, coprirebbero appena il 10% dei progetti, tenuto conto che la media del valore dei 4.558 progetti supera i 200 mila euro. Alla presa in giro si è già aggiunta la beffa. Il 31 maggio, data ultima per la pubblicazione della graduatoria, è trascorso già quasi un mese. Nel frattempo, piccoli imprenditori del settore hanno anticipato con le loro tasche investimenti perché le loro aziende rispondessero ai requisiti previsti dai bandi e oggi si ritrovano indebitati fino al collo e a un passo dal fallimento”.

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