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FOTO | Sensazionale scoperta a Paestum: trovato un altro monumento dorico

Potrebbe appartenere a un tempietto nei pressi del quartiere artigianale della città

Di:
Ernesto Rocco
Di:Ernesto Rocco
Inizia l'attività giornalistica nel 2003, collaborando con il mensile "Il Cilento Nuovo". Successivamente diventa addetto stampa dell'U.S.Agropoli 1921, ruolo che manterrà fino al 2013 e che...
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Pubblicato il: 13/06/2019
Aggiornato il: 13/06/2019
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Togliendo quello che negli anni era divenuta una vera e propria giungla che copriva il versante occidentale delle mura di Paestum, gli archeologi del Parco Archeologico si sono imbattuti in una scoperta del tutto inattesa: capitelli, colonne, cornicioni e triglifi di un edificio dorico nella città dei templi. La scoperta più sorprendente consiste in un pannello, probabilmente una metopa, in arenaria decorata con tre rosette a rilievo, come sono note anche in altri edifici dorici costruiti tra VI e V sec. a.C. a Paestum e nel suo territorio. I lavori di pulizia delle mura sono stati avviati pochi giorni fa nell’ambito di un progetto europeo finanziato con fondi strutturali e funzionale al restauro e alla riqualificazione della cinta muraria dell’antica Paestum, lunga circa 5 km.

Gli elementi architettonici, di estremo interesse anche per la presenza di tracce di intonaco e pittura color rosso, sembrano essere stati accumulati lungo le mura nell’ambito di lavori agricoli a partire dagli anni ’60. Sembrano appartenere ad un edificio di dimensioni minori – un tempietto o un portico (stoà) – che risalirebbe allo stesso orizzonte della Tomba del Tuffatore e del Tempio di Athena (fine VI/inizi V sec. a.C.).

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Come spiega il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, la zona in passato ha restituito una stipe votiva, con statuette fittili di divinità femminili in trono e frammenti ceramici databili tra VI e III sec. a.C. Si trova nelle vicinanze di quello che con molta probabilità era il kerameikos di Paestum, il quartiere artigianale dove si fabbricavano i famosi vasi dipinti della città. “Ora, da qualche parte tra quartiere artigianale e cinta muraria doveva trovarsi il nostro edificio, un vero gioiello dell’architettura dorica tardo-arcaica.” Resta la domanda: dove esattamente. Il Parco, fa sapere il direttore, contestualmente al recupero degli elementi che sono stati trasportati in deposito dove saranno sottoposti a una serie di analisi e interventi di consolidamento, ha informato il Direttore Generale per l’Archeologia, Gino Famiglietti e il Soprintendente delle province di Salerno, Avellino e Benevento Francesca Casule, per concordare una strategia di intervento e di indagine condivisa.

Maggiori dettagli saranno presentati dal direttore del Parco e dal Soprintendente in una conferenza stampa, aperta al pubblico, che si terrà il 19 giugno alle ore 12 a Salerno, presso la sede della Soprintendenza, in via Torquato Tasso, 46.

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