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Attualità

Autonomia Differenziata, Pellegrino: “Condanna a morte della Sanità pubblica”

“Questo modello di autonomia differenziata proposta dal Ministro leghista  Calderoli  è approvata in Parlamento dall’attuale maggioranza sancisce la morte del sistema sanitario pubblico nazionale”.

Di:
Comunicato Stampa
Pubblicato il: 09/07/2024 10:34
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Tommaso Pellegrino
3 min di lettura

“Questo modello di autonomia differenziata proposta dal Ministro leghista  Calderoli  è approvata in Parlamento dall’attuale maggioranza sancisce la morte del sistema sanitario pubblico nazionale”. A dichiararlo  è Tommaso Pellegrino, capogruppo di Italia Viva in Consiglio Regionale, al termine del voto dell’aula che si è espressa per attivare le procedure per la richiesta di Referendum Abrogativo.

“Garantire i LEP (Livelli essenziali di prestazione) è una menzogna – ha puntualizzato il capogruppo di Italia Viva –  non ci sono i fondi per finanziarli. Molte regioni del Sud in regime di piano di rientro, sono impossibilitate a garantire una reale riorganizzazione sanitaria tale da recuperare il gap con le regioni del Nord. Il primo LEP da garantire è il numero di medici e infermieri per abitanti. Mentre la Campania era Commissariata in materia di Sanità e quindi con il blocco delle assunzioni,  il Nord ha implementato il personale sanitario al punto da avere oggi per 1000 abitanti  circa il doppio dei medici e infermieri.

Inoltre, la possibilità di contrattazione del personale medico previsto dal modello di autonomia differenziata andrà a determinare un’ulteriore fuga di Medici, soprattutto quelli più bravi,  i quali avranno la possibilità di scegliere di lavorare dove le condizioni di lavoro saranno più vantaggiose. Assisteremo a un incremento della mobilità passiva dei pazienti dal Sud alle strutture sanitarie del Nord con risultati drammatici per il servizio sanitario pubblico.

La Lombardia è la prima regione d’Italia per mobilità attiva ma nello stesso tempo è anche la seconda regione d’Italia per mobilità sanitaria passiva, questo significa che c’è una situazione di sofferenza, che rischia di non poter garantire ai lombardi l’efficienza dei servizi sanitari.  L’Autonomia è uno schiaffo al Sud – ha continuato Pellegrino – le conseguenze saranno percepite dagli italiani tutti, non solo dai meridionali che senza dubbio pagheranno il prezzo più alto. Il Sud avrà meno risorse per finanziare borse di specializzazione e medici di medicina generale, quindi una minore capacità di formazione dei futuri medici, determinando di fatto un impoverimento del capitale umano del mezzogiorno. Il provvedimento voluto dal ministro Calderoli aprirà un’autostrada alla sanità privata oltre che a spaccare il Paese, un lavoro al massacro voluto da  una precisa componente politica. 

Il Referendum rappresenta lo strumento istituzionale per esprimere la nostra contrarietà e lo faremo come rappresentanti di Italia Viva in tutte le regioni, con i nostri parlamentari e soprattutto come rappresentanti delle famiglie del Sud in quanto abbiamo un’idea chiara di futuro per il nostro Paese”, ha  concluso  Pellegrino.

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