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Agropoli, sigilli a un cantiere edile nella zona Porto: scavi abusivi sulla falesia ed opere difformi

Operazione di Guardia di Finanza e Polizia Municipale ad Agropoli: sequestrato cantiere per abusi edilizi, sbancamento della falesia e rischio crolli

Di: Carmela Di Marco
Pubblicato il: 14/08/2026
Aggiornato il: 14/08/2026
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Movida ad Agropoli, scattano i controlli della Finanza con i cani antidroga

Un’importante operazione di contrasto all’abusivismo edilizio e alla tutela del territorio è stata portata a termine nella zona Porto di Agropoli. Gli uomini della Guardia di Finanza della Compagnia locale, in sinergia con gli agenti della Polizia Municipale, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo che ha interessato un intero cantiere edile. Il provvedimento, disposto dalla Procura, è stato successivamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari di Vallo della Lucania.

L’intervento si inserisce in un quadro investigativo più ampio che aveva già visto le forze dell’ordine agire in prima battuta per bloccare singole opere irregolari nello stesso sito, prima che gli accertamenti portassero alla chiusura totale dell’area.

Dalla difformità della SCIA al sequestro dell’intero cantiere

L’azione della polizia giudiziaria era scattata originariamente nei giorni precedenti con un sequestro d’iniziativa. In quell’occasione, i controlli avevano fatto emergere la presenza di una tettoia con basamento in calcestruzzo e di un muro di contenimento lungo circa 20 metri e alto 2,50 metri, costruiti in totale difformità rispetto alla SCIA rilasciata nel 2023.

Il prosieguo dell’attività investigativa ha tuttavia svelato un quadro ben più complesso, spingendo la Procura a richiedere e ottenere il blocco dell’intero cantiere. Gli ulteriori riscontri hanno evidenziato come gli indagati avessero spostato arbitrariamente il luogo destinato alla costruzione di una piscina e realizzato, in totale assenza di titoli abitativi, un locale tecnico per gli impianti della struttura. Senza alcuna autorizzazione risultano realizzati anche il tracciato di una pista, una piazzola e i relativi collegamenti.

Violazioni paesaggistiche e pericolo crolli sulla pareti rocciose

A rendere particolarmente grave la condotta contestata è la natura del territorio impattato dai lavori. Le opere abusive sorgono infatti su un’area sottoposta a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali, rientrante nel vincolo demaniale (art. 55 del Codice della Navigazione) e classificata come zona sismica.

Durante i lavori, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati avrebbero provveduto alla rimozione di una consistente massa rocciosa dalla falesia, coperta dalla tipica vegetazione della macchia mediterranea. Tale intervento ha generato un concreto pericolo di crolli, compromettendo la stabilità della parete rocciosa preservata.

Informata l’Autorità Amministrativa per la messa in sicurezza

A fronte del potenziale rischio idrogeologico e strutturale causato dagli scavi, l’Autorità Amministrativa è stata tempestivamente informata degli esiti delle indagini preliminari. L’obiettivo è consentire l’attivazione immediata di tutte le procedure e le contromisure necessarie per garantire la messa in sicurezza del sito.

Si precisa che il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari e che l’effettiva fondatezza delle accuse mosse a carico degli indagati sarà attentamente vagliata nelle successive fasi processuali.

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