Nuova offensiva contro l’abusivismo edilizio nelle aree protette del Cilento. I militari del Nucleo Carabinieri Parco di Castellabate hanno dato esecuzione a due distinti provvedimenti di sequestro preventivo. I decreti sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania, su disposizione della locale Procura della Repubblica. I controlli hanno permesso di accertare gravi irregolarità nella realizzazione di manufatti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico e ambientale.
Il primo caso: demolizione e ricostruzione illecita a Castellabate
Il primo intervento ha riguardato un fabbricato situato in una zona agricola nel territorio del Comune di Castellabate. Secondo quanto emerso dalle indagini, i due committenti e materiali possessori dell’immobile stavano realizzando opere di demolizione di un vecchio rudere. Il progetto prevedeva la successiva ricostruzione di un nuovo manufatto in muratura portante e pietra locale. L’operazione, eseguita in concorso con il direttore dei lavori, era completata da rilevanti movimenti di terra e opere di sbancamento.
L’analisi dei documenti, svolta con il supporto dell’Ufficio Tecnico Comunale, ha però svelato che l’attività edilizia veniva condotta sulla base di titoli abilitativi inefficaci. Gli indagati stavano operando in totale assenza del permesso di costruire, dell’autorizzazione paesaggistica e del necessario nulla osta dell’Ente Parco.
Il secondo caso: falso imprenditore agricolo a Montecorice
Il secondo sequestro ha interessato un fabbricato in cemento armato e la relativa area di pertinenza a Montecorice, su un fondo a destinazione agricolo-collinare. In questo contesto, le investigazioni hanno accertato che l’amministratore della società proprietaria del bene stava edificando un fabbricato rurale. L’attività avveniva in concorso con la precedente proprietà, con il progettista e con il titolare della ditta esecutrice dei lavori.
L’illecito si basava sull’utilizzo di titoli edilizi, paesaggistici e ambientali affetti da invalidità sopravvenuta. Le autorizzazioni erano state infatti volturate in modo illegittimo all’attuale proprietario da un soggetto che possedeva la qualifica di imprenditore agricolo. Requisito, questo, del tutto assente nel nuovo titolare ma essenziale per poter edificare in quella specifica area.
Tutela del territorio e presunzione di innocenza
L’azione investigativa ha permesso di bloccare tempestivamente l’edificazione illecita all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, un’area protetta di particolare pregio ambientale.
Dalla Procura guidata dal Procuratore Francesco Rotondo si specifica, in ogni caso, che i provvedimenti cautelari sono stati eseguiti nell’attuale fase delle indagini preliminari e si fondano su imputazioni provvisorie. Le accuse dovranno trovare riscontro nel corso del dibattimento e nei successivi gradi di giudizio. La responsabilità penale delle persone sottoposte a indagine sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.
